31.03.08
Al Gore torna sotto i riflettori, con la scusa dell’ambiente
Hillary Clinton e Barack Obama lo tirano entrambi per la giacchetta e tra i leader dei democratici c’e’ chi lo invoca come il ‘grande vecchio’ che puo’ sbloccare lo stallo nella corsa alla nomination. Ma Al Gore ha deciso di scendere di nuovo in campo non per la Casa Bianca, ma per una nuova mega campagna ambientale per salvare il pianeta. […]
Dopo il documentario ‘Una verita’ scomoda’, seguito dall’ Oscar e dal Nobel per la pace, l’ex vicepresidente americano ha lanciato una campagna promozionale da 300 milioni di dollari per spingere il tema del riscaldamento globale in cima all’agenda dei candidati presidenti. Da mercoledi’, l’America sara’ bombardata dagli spot televisivi e dalle iniziative di ‘We’ (noi), una campagna che mira a creare un sostegno bipartisan a favore delle iniziative che Gore e molti scienziati ritengono necessarie per frenare l’effetto serra. L’ex sfidante di George W.Bush nella corsa alla Casa Bianca nel 2000 ha investito nella campagna i profitti del film e del Nobel, oltre che la propria reputazione di crociato ambientalista.
Per cercare di convincere un’America scettica sulla necessita’ di prendere sul serio l’emergenza ambientale, Gore ha reclutato insoliti testimonial. La ’speaker’ della Camera Nancy Pelosi, una democratica dell’ala piu’ liberal del partito, si trovera’ cosi’ in Tv al fianco del predecessore Newt Gingrich, uno strenuo conservatore, per lanciare insieme un messaggio bipartisan a favore di campagne per la riduzione delle emissioni dei gas effetto serra. Stessa scena per due predicatori che appartengono agli opposti schieramenti, Pat Robertson e Al Sharpton, che in uno spot spiegheranno che ‘’salvare il pianeta'’ e’ una delle poche cose che li vede d’accordo.
La campagna ‘We’ servira’ pero’ a Gore anche per tornare al centro dell’attenzione, in un momento in cui c’e’ chi, nel suo partito, lo vede come un possibile arbitro della competizione tra Hillary e Obama, se non addirittura come un’alternativa a entrambi. ‘’Sto cercando di starne fuori'’, ha ribadito Gore in un’intervista alla popolare trasmissione ‘60 Minutes’ della Cbs. Ma l’ex vicepresidente ha ammesso che entrambi i candidati lo chiamano e cercano di convincerlo ad appoggiarli.
‘’Non mi sto proponendo per il lavoro di mediatore'’, ha scherzato Gore. Ma dietro le quinte e’ trapelato da tempo che l’ex vicepresidente, insieme alla Pelosi, e’ attivo nel cercare di trovare soluzioni allo stallo in cui si trova la corsa alla nomination, che rischia di spaccare il partito e di trascinarlo in una guerra di trincea fino alla convention di agosto.
Se la Clinton e Obama vogliono provare a convincere Gore ad appoggiare uno di loro, dovranno dare piu’ ascolto alle sue grida di allarme sull’ambiente. Fino a ora i due candidati hanno sostanzialmente evitato il tema del riscaldamento globale, nonostante Gore ripeta da tempo che dovrebbe essere in vetta alle preoccupazioni della campagna. Gli sfidanti sembrano piu’ convinti dai sondaggi, secondo i quali l’effetto serra e’ agli ultimi posti tra i 25 temi che stanno piu’ a cuore all’America. E in un momento di crisi economica e di perdita di posti di lavoro, ne’ l’ex First Lady, ne’ il senatore nero dell’Illinois e neppure il repubblicano John McCain sembrano avere molta voglia di cavalcare proposte ambientaliste che costerebbero miliardi (e probabilmente ulteriori perdite occupazionali) al sistema produttivo americano.
Ma Gore ha pronto un piccolo esercito per convincerli del contrario. Oltre 2000 attivisti sono stati addestrati dalla sua ‘Alliance for Climate Protection’ per andare in giro per gli Usa a proclamare le tesi dell’ex vicepresidente. E la nuova campagna milionaria, che ruota intorno a nuovo e accattivante sito web (www.wecansolveit.org), punta a mettere insieme 10 milioni di americani per far pressione sui candidati presidenti.
