17.04.08

A Messa con il Papa nello stadio del baseball

Posted in Taccuino at by spiritofamerica

E’ stata una Messa con l’odore di hot-dog e cipolle, con l’altare sul ‘diamante’ del baseball e i confessionali tra le pubblicita’ della birra. La Cupola a dominare lo sfondo era quella laica della sede del Congresso, chiuso per un giorno perche’ un centinaio di deputati e senatori hanno preferito lo stadio agli scranni. Uno scenario a stelle e strisce che piu’ non si puo’: ma e’ proprio cosi’ che Benedetto XVI voleva incontrare quello che ha definito ‘’il popolo della speranza'’, quegli americani ai quali ha parlato in inglese e spagnolo, in onore dell’emergente anima ispanica del paese. […]

‘’Gli americani - ha detto il Papa agli oltre 45.000 che gli si sono stretti intorno nel Nationals Stadium di Washington - sono sempre stati un popolo della speranza: i vostri antenati sono venuti in questo Paese con l’aspettativa di trovare una nuova liberta’, nuove opportunita’, mentre la vastita’ del territorio inesplorato ispirava loro la speranza di essere capaci di cominciare completamente da capo creando una nuova nazione su nuovi fondamenti'’.

La prima delle due Messe previste nel viaggio negli Stati Uniti - la seconda sara’ domenica nel leggendario Yankee Stadium di New York - e’ servita a Benedetto XVI per proseguire l’analisi delle radici stesse degli Usa che aveva cominciato di fronte a George W.Bush alla Casa Bianca. Il Papa ha usato le tappe a Washington del suo viaggio negli Usa per sottolineare cio’ che c’e’ di buono nel grande esperimento storico chiamato America, ma nello stesso tempo per mettere in guardia sui rischi che corre. Il mito americano ha gia’ fatto in passato vittime, ha ricordato Benedetto XVI, citando le tragedie dello schiavismo e dello sterminio degli indiani.

Il Papa ha sottolineato come l’American Dream abbia tagliato fuori molti e ha lanciato un grido d’allarme per ‘’i segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della societa’: segni di alienazione, rabbia, contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio'’. E per il terzo giorno consecutivo, stupendo molti osservatori americani, Benedetto ha ribadito con forza il dolore per la vicenda degli abusi sessuali dei minori compiuti da sacerdoti.

Ma il tema della speranza, scelto come slogan della visita papale (’Cristo nostra speranza’) ha cominciato a prendere corpo in una giornata di splendido sole, che ha reso una festa primaverile l’abbraccio della folla a un Papa che gli Usa stanno pian piano scoprendo. E che con il suo inglese accentato di tedesco, i modi gentili, i capelli bianchi al vento e i larghi sorrisi, comincia a conquistare ‘fans’. Lo si e’ visto dall’ entusiasmo con cui e’ stato salutato alla fine della Messa da una folla a tratti travolgente. Lo si notava anche, nel nuovo stadio dei Nationals, dalle lunghe code alle bancarelle di capellini e magliette di Benedetto da 20 dollari l’una, o dei piu’ economici ‘dogtag’ papali (6 dollari), le placche di metallo simili a quelle dei soldati. Code piu’ lunghe di quelle ai banchi di per hot-dog e pretzels, che hanno accompagnato le ore di attesa della Messa e hanno riaperto i battenti non appena conclusa la cerimonia.

Prima ancora dell’alba, il Nationals Park era gia’ teatro di un lento e continuo pellegrinaggio di fedeli arrivati dalle diocesi di tutta America. I metal detector del Secret Service agli ingressi e le misure di sicurezza analoghe a quelle degli eventi presidenziali, o la necessita’ di salire sulla metropolitana intorno alle 5-6 del mattino, non hanno modificato l’umore, a tratti commosso, del ‘’popolo della speranza'’.

Il Papa stesso, che ha celebrato con 14 cardinali, 250 vescovi e 1.300 preti, e’ apparso piu’ volte colpito. Come quando ha rotto il cerimoniale per chiamare a se’ il tenore Placido Domingo per lodarne l’esecuzione di ‘Panis Angelicus’. Alla fine, prima di lasciare lo stadio per recarsi a parlare agli educatori cattolici e a leader di altre religioni, Benedetto si e’ concesso un piccolo bagno di folla, stringendo mani di fedeli sotto un sole primaverile sul ‘diamante’, a due passi dalla montagnola dai lanciatori di baseball, offrendo un’ultima immagine da foto ricordo nello stadio da tutto esaurito.

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