20.04.08
Papa, una giornata newyorchese tra torri gotiche e grattacieli
Ispirato dalle torri gotiche della cattedrale di St.Patrick e dai grattacieli di cristallo che la circondano, rallegrato da una folla dalla quale si è sentito “confermato nella fede”, Papa
Benedetto XVI ha vissuto una giornata che lo ha visto esprimersi con pennellate poetiche, in mezzo ad allegria e caos newyorchesi. […]
Il penultimo giorno del suo viaggio in America, ha visto il Papa lanciare nuovi richiami sulla pedofilia e ammonimenti ai cattolici a “promuovere una cultura della vita”. Ma nella
memoria dei newyorchesi resterà probabilmente altro. E il Papa porterà a casa il ricordo di un viaggio che sembra destinato a restare negli archivi come un successo. “Ero venuto per confermarvi nella fede, siete voi che avete confermato anche me”, ha detto Benedetto XVI agli americani, in un breve messaggio che ha registrato a braccio ai microfoni del canale radiofonico satellitare dell’arcidiocesi di New York.
Un bagno di folla in festa ha atteso il Papa sulla Quinta Avenue, lungo Central Park, seguito poche ore dopo da un incontro con migliaia di giovani a Yonkers, poco fuori dalla
città. Il contatto con la gente, che venerdì sera lo ha anche attirato in strada con una ’serenata’ fuori dalla residenza papale, e il contrasto tra luoghi di culto e luoghi dello
shopping nel cuore di Manhattan, sono state le fonti d’ispirazione principali a cui il Papa ha attinto per il suo messaggio alla capitale economica del mondo.
“Le punte delle torri della cattedrale di St.Patrick - ha detto il Papa, nel corso di una Messa con 3.000 tra cardinali, vescovi, preti, diaconi, suore e religiosi di ogni ordine -
vengono di gran lunga superate dai grattacieli del profilo di Manhattan; tuttavia, nel cuore di questa metropoli indaffarata esse sono un segno vivo che ricorda la costante nostalgia dello spirito umano di elevarsi verso Dio”.
La ‘metropoli indaffarata’ è sembrata in larga parte fermarsi per accogliere il Papa. Circa 300.000 dipendenti dell’ amministrazione cittadina, ha detto il sindaco Michael Bloomberg, sono stati messi in campo in questi giorni per far fronte alle sfide logistiche di un Papa che sbarca nel cuore della città per tre giorni. Un gigantesco servizio di sicurezza ha protetto gli eventi pubblici di Benedetto XVI, che in due giorni ha attraversato più volte Manhattan per recarsi all’Onu, in una sinagoga, in una parrocchia, nella cattedrale di
St.Patrick e poi sulla papamobile lungo la Quinta Avenue.
A ispirare particolarmente Benedetto è sembrata l’immagine della cattedrale costruita nel 1879 in stile puramente gotico, e che ora si trova incastonata tra grattacieli e templi del consumismo come Sacks, Banana Repubblic, H&M, il superstore AX dell’impero Armani e le vetrine delle maggiori griffe del lusso.
Le vetrate della cattedrale, ha detto il Papa, “viste da fuori appaiono scure, pesanti, addirittura tetre. Ma quando si entra nella chiesa, esse all’improvviso prendono vita; riflettendo la luce che le attraversa rivelano tutto il loro splendore”. Un fenomeno, ha notato Papa Benedetto, che ha colpito anche scrittori americani come Nathaniel Hawthorne e che è un’ immagine della chiesa stessa. Vista da fuori, nel caos di una strada come la Quinta Avenue, può apparire fredda, distaccata dal mondo, pur nella bellezza dello stile gotico. Ma dentro, per il Papa, è “inondata di grazia, splendente di bellezza, adorna dei molteplici doni dello Spirito”.
Compito dei preti a cui Benedetto si è rivolto in St.Patrick, è quindi quello di “attrarre dentro questo mistero di luce tutta la gente”.
La visita americana del Papa è arrivata vicino al capolinea. L’ultimo giorno prevede un atteso momento di preghiera a Ground Zero e poi la Messa finale nello stadio di baseball
degli Yankees, prima di un ultimo saluto all’America dall’aeroporto JFK.
