Spirit of America http://marcobardazzi.com/blog7 Il blog di Marco Bardazzi Thu, 15 May 2008 14:17:49 +0000 http://wordpress.org/?v=2.0.2 en SPIRIT OF AMERICA ha traslocato… http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/15/spirit-of-america-ha-traslocato/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/15/spirit-of-america-ha-traslocato/#comments Thu, 15 May 2008 14:17:49 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/15/spirit-of-america-ha-traslocato/ Aggiornate i Preferiti: il mio nuovo blog e’ online a blog.marcobardazzi.com

Nuova grafica, piu’ video, piu’ rapidita’ d’azione, piu’ spazio (spero) ai commenti di chiunque vorra’ contribuire.

Per chi usa i feeds, fate un salto qui:

 http://marcobardazzi.com/blog8/feeds/

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/15/spirit-of-america-ha-traslocato/feed/
SPIRIT HA TRASLOCATO…!! http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/09/spirit-trasloca/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/09/spirit-trasloca/#comments Fri, 09 May 2008 14:17:46 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/09/spirit-trasloca/ Aggiornate i ‘preferiti’: il mio nuovo blog e’ online a blog.marcobardazzi.com

Nuova grafica, piu’ video, piu’ rapidita’ d’azione, piu’ spazio (spero) ai commenti di chiunque vorra’ contribuire.

Per chi usa i feeds, fate un salto qui:

 http://marcobardazzi.com/blog8/feeds/

 

]]> http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/09/spirit-trasloca/feed/ La lunga notte in cui Obama e’ diventato re http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/la-lunga-notte-in-cui-obama-e-diventato-re/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/la-lunga-notte-in-cui-obama-e-diventato-re/#comments Thu, 08 May 2008 12:05:40 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/la-lunga-notte-in-cui-obama-e-diventato-re/ Una lunga notte da intrigo, con furibondi scambi di email e memorandum, dichiarazioni di vittoria e controdichiarazioni mirate a tenere aperta la gara con nuovi conteggi dei delegati. Dietro le quinte delle primarie americane in Indiana e North Carolina, tra martedi’ e mercoledi’ si e’ giocata una complessa battaglia sotterranea, nella quale influenti opinionisti, politici e strateghi di Hillary Clinton e Barack Obama potrebbero aver segnato un decisivo cambio di scenario nella corsa alla nomination dei democratici. […]

Mentre gran parte dell’America dormiva, nelle redazioni che contano a New York e Washington e’ maturata la convinzione che Obama sia ormai lo sfidante del repubblicano John McCain. Uno dei volti piu’ noti della Tv americana, Tim Russert della Nbc, e’ stato il primo a dichiarare partita chiusa. Una percezione alimentata da voci di trattative dei clintoniani per la resa e per ricucire l’ unita’ in un partito spaccato da 16 mesi di sfida Clinton-Obama. Gli strateghi del senatore dell’Illinois hanno cavalcato l’onda, cercando di convincere il partito - dati alla mano - che la matematica e’ contro l’ex First Lady.

Ma dallo staff della senatrice per tutta la notte e poi per il resto della giornata di mercoledi’ sono partite controffensive, a base di email e dichiarazioni che sostengono la necessita’ di cambiare la matematica stessa della campagna. Secondo gli strateghi della Clinton, il numero ‘magico’ fino a oggi indicato come il traguardo per conquistare la nomination, 2.025 delegati, non sarebbe piu’ valido e andrebbe sostituito da un numero piu’ alto, 2.209, che tenga conto del rientro in scena di due stati finora bocciati, Florida e Michigan.

Le speranze della Clinton sembrano concentrarsi sulla riunione a Washington il 31 maggio del ‘Rules and Bylaws Committee’, un oscuro organo di partito che deve stabilire la composizione della platea di delegati che a Denver, dal 25 al 28 agosto, incoronera’ il candidato alla Casa Bianca. Se Hillary scegliera’ di non ascoltare le ripetute richieste di arrendersi, il luogo per dar battaglia e’ proprio il comitato, convincendolo a contare i delegati di Florida e Michigan finora tenuti fuori e soprattutto sostenendo che occorre tener conto non solo della conta dei delegati, ma anche del voto popolare, un fronte sul quale l’ex First Lady sembra in vantaggio.

Ma dall’altra parte della barricata sono partite le contromisure. L’obiettivo e’ convincere 270 ’superdelegati’, su poco meno di 800, che restano indecisi e faranno la differenza. I superdelegati sono esponenti di partito che possono schierarsi liberamente. I due candidati possono ancora conquistare 217 delegati nelle sei primarie in programma fino a giugno, ma visto il meccanismo proporzionale dell’assegnazione nessuno dei due e’ in grado di vincere con i soli delegati eletti. Obama, secondo le stime della Cnn, e’ a quota 1.836 e Hillary a 1.681.

Lo scopo di Obama e’ convincere i superdelegati indecisi che la matematica e’ contro di lei e che le occorre aggiudicarsi il 68% dei delegati restanti per vincere. Solo un improvviso terremoto, per esempio rivelazioni clamorose su Obama, potrebbe ottenere un effetto del genere. Ma la cosa appare improbabile.

‘’Con la strada per la nomination che si fa sempre piu’ stretta per la Clinton - ha scritto ai superdelegati indecisi il manager della campagna di Obama, David Plouffe - ci aspettiamo che emergano nuovi scenari sempre piu’ selvaggiamente ‘creativi’. Ma anche se si tratta di scenari che possono servire a far passare il tempo, non sono legittimi'’. Quindi, per gli Obama-boys e’ l’ora di mettere da parte la carta di Florida e Michigan e anche l’idea di tener conto del voto popolare: ‘’Le regole per la nomination - ha affermato Plouffe - parlano di delegati, non di voto popolare'’.

E a margine degli scenari piu’ complessi, quelli che vedono una battaglia all’ultimo delegato, si aggirano interrogativi sul terzo incomodo: nessuno ancora sa a chi andranno i 18 delegati controllati dall’ex candidato John Edwards.

]]> http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/la-lunga-notte-in-cui-obama-e-diventato-re/feed/ Casa Bianca 2008, ecco quello che ci aspetta http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/casa-bianca-2008-ecco-quello-che-ci-aspetta/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/casa-bianca-2008-ecco-quello-che-ci-aspetta/#comments Thu, 08 May 2008 11:53:42 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/casa-bianca-2008-ecco-quello-che-ci-aspetta/ Daniel Henninger, vicedirettore delle pagine editoriali del Wall Street Journal, e’ uno dei migliori osservatori di questa stagione politica negli USA. Lo seguo da mesi, e le ha sempre azzeccate tutte. Per capire a che punto e’ la sfida Obama-Hillary (sintesi: ha vinto lui) e soprattutto per sapere cosa ci aspetta, il suo editoriale di oggi e’ fondamentale. Un approfondimento e’ disponibile anche in video, con Henninger che spiega i motivi delle sue analisi (quando impareremo in Italia a fare giornalismo multimediale cosi’…?)

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/08/casa-bianca-2008-ecco-quello-che-ci-aspetta/feed/
Pena di morte, si riparte http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/07/pena-di-morte-si-riparte/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/07/pena-di-morte-si-riparte/#comments Wed, 07 May 2008 14:34:14 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/07/pena-di-morte-si-riparte/ La lunga sosta e’ finita e dopo otto mesi di riflessione l’America ha riattivato il consueto rituale della morte per mano dello Stato. Un’esecuzione in Georgia ha offerto l’abituale scenario di frenetici appelli dell’ultim’ora, preparativi per l’iniezione letale e dettagli sull’ultima cena del condannato. Inceppati da mesi per una causa legale che metteva a rischio l’intero sistema della pena capitale, gli ingranaggi della macchina delle esecuzioni sono tornati a muoversi, sia pur lentamente. […]

L’amministrazione penitenziaria della Georgia per tutto il giorno ieri ha lavorato alla preparazione dell’iniezione letale per William Earl Lynd, morto nella notte tra martedi’ e mercoledi’. Lynd, 53 anni, era stato condannato per il rapimento e l’uccisione nel 1988 della fidanzata Ginger Moore. Secondo l’accusa che gli e’ costata la pena capitale, Lynd drogo’ la ragazza e poi le sparo’ un colpo di pistola alla testa che non risulto’ subito fatale: la Moore riprese coscienza un paio di volte e trascorse una lunga agonia prima del decesso.

Un’esecuzione che non avrebbe fatto notizia se non si trattasse della prima messa in calendario da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti, il 16 aprile scorso, ha cancellato con un verdetto di 7-2 le sperenze degli oppositori della pena capitale di veder dichiarate illegali le iniezioni letali.

L’ultima esecuzione prima di quella di Lynd negli Usa risaliva al 25 settembre 2007, quando il Texas mise a morte Michael Richard. Poche ore dopo, i giudici di Washington annunciarono di voler valutare un caso del Kentucky nel quale si sollevavano i dubbi sulle iniezioni, definendole incostituzionali perche’ paragonate a un metodo ‘’crudele'’ di far giustizia. Per mesi, da quel giorno, la Corte Suprema ha bloccato ogni esecuzione, creando una situazione di moratoria di fatto che e’ cessata a meta’ aprile, quando la tesi sostenuta nella causa del Kentucky e’ stata bocciata.

La decisione della Corte ha rimesso in movimento l’iter in vari stati. Mentre in Georgia gli avvocati di Lynd si affannavano per ottenere rinvii dell’ultimo momento e il condannato sceglieva l’ultima cena (hamburger, cipolle, pancetta e un gigantesco frappe’ alla fragola), in Mississippi e’ stata fissata per il 21 maggio l’esecuzione di Earl Wesley Berry, che doveva morire il 30 ottobre scorso ma e’ stato temporaneamente ‘graziato’ dalla causa del Kentucky. In Texas, un giudice ha ordinato che il 5 agosto venga messo a morte Jose Medellin, un messicano il cui caso in passato ha creato tensioni tra gli Usa e il Messico per presunte violazioni dei diritti all’assistenza consolare per l’imputato.

In totale, sono 14 le esecuzioni in programma nei prossimi sei mesi negli Usa e altre potrebbero aggiungersi al calendario. Ma il ritmo non e’ certo quello del passato recente e l’America resta in una fase di ripensamento. Nel 2007, complice anche lo stop a settembre, sono state 42 le esecuzioni negli Usa, il numero piu’ basso dal 1994. Cinque dei 36 stati che prevedono la pena capitale stanno ripensandoci, per effetto del dibattito degli ultimi anni. Uno stato, il New Jersey, lo scorso anno e’ diventato il primo a rinunciare alla pena capitale da quando fu reintrodotta negli Stati Uniti nel 1977.

Nello stesso tempo, pero’, cinque altri stati hanno varato leggi o le stanno studiando per estendere il numero dei reati che prevedono la condanna a morte.  

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/07/pena-di-morte-si-riparte/feed/
Una coppia McCain-Jindal per la Casa Bianca? http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/una-coppia-mccain-jindal-per-la-casa-bianca/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/una-coppia-mccain-jindal-per-la-casa-bianca/#comments Mon, 05 May 2008 15:10:13 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/una-coppia-mccain-jindal-per-la-casa-bianca/

Crescono tra i repubblicani le quotazioni del giovane governatore indiano della Louisiana, Bobby Jindal, come possibile vice di John McCain nella corsa alla Casa Bianca. Almeno cosi’ sostiene Bill Kristol sul New York Times

(Qui un mio profilo di Jindal di qualche mese fa)

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/una-coppia-mccain-jindal-per-la-casa-bianca/feed/
Hillary-McCain contro Obama nella guerra della benzina http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/hillary-mccain-contro-obama-nella-guerra-della-benzina/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/hillary-mccain-contro-obama-nella-guerra-della-benzina/#comments Mon, 05 May 2008 12:04:36 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/hillary-mccain-contro-obama-nella-guerra-della-benzina/ La corsa alla Casa Bianca passa anche dai distributori di benzina e con i prezzi del carburante alle stelle nascono in America insolite alleanze politiche. La democratica Hillary Clinton e il repubblicano John McCain sono in questi giorni dalla stessa parte della barricata nel proporre di sospendere in estate le tasse federali sul ‘pieno’. Un’idea che non piace a Barack Obama, rivale della Clinton per la nomination, ma che rischia di farlo passare ancora una volta per un politico distaccato dai problemi della gente comune. […]

I democratici sono alla vigilia dall’appuntamento con le primarie in Indiana e North Carolina. Se in North Carolina il vantaggio di Obama sembra solido, la tappa in Indiana e’ importante perche’ l’esito e’ incerto: l’ultimo sondaggio del Pew Research Center indica un vantaggio minimo di Obama sulla Clinton, 47-45%. E nello stato del Midwest, che unisce ampie zone rurali ad aree metropolitane come Indianapolis, il ‘fattore benzina’ e’ tutt’altro che secondario.

Abituati fino a solo 5 anni fa a pagare poco piu’ di un dollaro per un gallone di carburante (3,8 litri), gli americani sono alle prese ora con una media nazionale di 3,6 dollari a gallone e vanno incontro a un’estate in cui e’ probabile che la media superera’ i 4 dollari. Consapevole che si tratta di un tema di sicuro impatto sull’elettorato, la Clinton ha lanciato l’idea di uno stop alla tassazione federale sul carburante durante la stagione estiva, per permettere agli americani di andare in vacanza risparmiando qualcosa alla pompa. Una proposta sulla quale ha trovato un insolito alleato in McCain, che potrebbe essere il suo avversario a novembre per la Casa Bianca.

Contro la coppia Clinton-McCain si e’ invece scagliato Obama da Indianapolis, dove ha fatto tappa la sua campagna elettorale. ‘’E’ un’idea che serve solo a risparmiare centesimi e che verrebbe resa vana da un ulteriore innalzamento dei prezzi della benzina, per colmare il divario'’, ha detto il senatore dell’Illinois. La Clinton e McCain, secondo Obama, ‘’usano il vecchio manuale della politica'’.

Ma il tema e’ scivoloso in questo momento per lo sfidante della Clinton, reduce da un paio di pessime settimane. Oltre ai problemi causati a Obama dagli sproloqui del suo ex pastore, il reverendo Jeremiah Wright, ad aver lasciato il segno sono le accuse da parte della Clinton (rilanciate anche da McCain) di essere un elitista, un intellettuale lontano dall’uomo della strada. ‘’Obama non ha assolutamente alcun piano per combattere i prezzi della benzina quest’estate - ha detto Tucker Bounds, portavoce di McCain - e sa solo parlare di ‘manuali della politica’, quando qui si parla di un problema reale che colpisce le famiglie americane e il loro portafogli'’.

Le pagine degli editoriali e molti economisti hanno lodato in questi giorni Obama per aver bocciato l’idea della Clinton e di McCain, considerandola una soluzione sbagliata. Tra gli altri, a porsi insolitamente al fianco di Obama e’ stato Gregory Mankiw, ex presidente dei consiglieri economici di George W.Bush. La stessa Casa Bianca ha espresso le proprie riserve.

Ma l’idea di un taglio estivo alle tasse gode di grande popolarita’ e Obama rischia di pagare la sua posizione nel voto in Indiana. E’ per questo che ancora oggi ha insistito nel dipingersi come un ‘’tizio comune'’, se paragonato agli altri candidati. ‘’Mia moglie e io - ha detto Obama - abbiamo fatto fatica negli anni passati a pagare i debiti di studio. Ci siamo confrontati con i problemi di un’educazione adeguata per i nostri bambini. Credo di essere il solo, tra i candidati, che di recente ha fatto il pieno da solo alla propria auto…'’.

Obama e la moglie Michelle hanno dichiarato redditi per 4,2 milioni di dollari nel 2007, in gran parte legati ai diritti d’ autore di libri, ma negli anni precedenti hanno avuto problemi finanziari. Bill e Hillary Clinton hanno guadagnato piu’ di 100 milioni di dollari da quando hanno lasciato la Casa Bianca nel 2001 e McCain ha sposato l’erede di una dinastia di facoltosi distributori di birra.

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/05/hillary-mccain-contro-obama-nella-guerra-della-benzina/feed/
Zitto zitto, McCain cresce e si gode i guai di Obama http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/02/zitto-zitto-mccain-cresce-e-si-gode-i-guai-di-obama/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/02/zitto-zitto-mccain-cresce-e-si-gode-i-guai-di-obama/#comments Fri, 02 May 2008 12:02:50 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/02/zitto-zitto-mccain-cresce-e-si-gode-i-guai-di-obama/ Il reverendo Jeremiah Wright e’ il nuovo idolo dei repubblicani in America. Il pastore nero che sta inguaiando Barack Obama, sta rinvigorendo nello stesso tempo la corsa alla Casa Bianca di John McCain, che senza fanfare rafforza la propria candidatura a destra. Il partito del presidente George W.Bush ormai ignora Hillary Clinton, ritiene il senatore dell’Illinois il sicuro vincitore della nomination democratica ed e’ sempre piu’ convinto di poterlo demolire. [..]

Dalle casse del Republican National Committee sono appena usciti altri 500 mila dollari destinati a spot Tv tutti anti-Obama. Le feroci email con le quali il partito attacca ogni giorno le dichiarazioni dei democratici, sono un indicatore attendibile degli umori dei seguaci di McCain: dalla vittoria della Clinton in Pennsylvania il 22 aprile, sono partite gia’ 21 email contro Obama e neanche una contro la senatrice. E in campagna elettorale, McCain lancia accuse al vetriolo contro il senatore dell’Illinois ('’E’ il candidato favorito da Hamas'’, e’ una delle ultime uscite), mentre Hillary viene ignorata e considerata fuori gioco, irrilevante. Ma Obama viene anche ritenuto un futuro avversario seriamente indebolito.

Il reverendo Wright e le sue sparate sull’America ‘’terrorista'’ e sul governo di Washington ‘’che ha inventato il virus Hiv per sterminare i neri'’, sono musica per le orecchie dei repubblicani, che in vari stati gia’ le ripropongono in spot Tv condannati da Obama. McCain non ha fatto sforzi eccessivi per farli ritirare: l’indicazione che arriva dal suo staff e’ che usare Wright per descrivere la personalita’ di Obama e’ ammissibile, visto che e’ l’uomo che e’ stato per 20 anni la guida spirituale e una fonte d’ispirazione del senatore nero. La presa di distanze di Obama dal pastore non servira’ a evitare di trasformare Wright nel ‘testimonial’ preferito dai repubblicani, nel caso di una sfida McCain-Obama.

La rivista National Review, laboratorio di idee del mondo conservatore, da giorni e’ dedicata quasi interamente al fenomeno-Wright. Il danno maggiore che il pastore ha fatto a Obama, secondo Byron York, una delle firme della Review, non e’ solo l’aver confermato pubblicamente le sue teorie cospirative. ‘’Il vero danno - per York - e’ quando ha detto, riguardo a Obama: ‘I politici dicono quello che dicono e agiscono solo per scopi elettorali e in base ai sondaggi”’. Una frase, prevede York, che verra’ usata a ripetizione contro Obama.

Con l’attenzione degli addetti ai lavori ancora concentrata sullo scontro Obama-Hillary, McCain sta intanto rafforzando i consensi all’interno del partito repubblicano, che in un primo momento lo ha accolto con sospetto per le posizioni spesso da bastian contrario. McCain ha appena raccolto l’appoggio aperto dei repubblicani alla Camera, con i quali in passato si e’ scontrato spesso. Le resistenze alla candidatura stanno calando, anche se tra i conservatori c’e’ ancora chi attende di vedere chi scegliera’ come vice.

Cominciano a emergere anche indicazioni su come sara’ costruita la campagna di McCain a partire dall’estate. Karl Rove, l’ex stratega di Bush, ha svelato sul Wall Street Journal una serie di atti inediti di ‘eroismo’ compiuti da McCain nei cinque anni in cui era prigioniero in Vietnam, raccontati da suoi ex compagni di prigionia. Rove ha detto di aver deciso di raccontare il McCain privato - compresi retroscena su come adotto’ bambini moribondi da Madre Teresa - perche’ il senatore ‘’e’ uno dei candidati che piu’ tengono alla privacy che siano mai stati in corsa per la presidenza'’. Rove ritiene invece che la figura di McCain eroe di guerra e ‘compassionevole’ sia destinata a emergere di piu’, con ogni probabilita’ anche per contrapporla ai sermoni anti-americani dell’ex idolo di Obama.

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/05/02/zitto-zitto-mccain-cresce-e-si-gode-i-guai-di-obama/feed/
Guantanamo, l’ex capo dei pm cambia squadra e attacca il Pentagono http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/30/guantanamo-lex-capo-dei-pm-cambia-squadra-e-attacca-il-pentagono/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/30/guantanamo-lex-capo-dei-pm-cambia-squadra-e-attacca-il-pentagono/#comments Wed, 30 Apr 2008 12:28:20 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/30/guantanamo-lex-capo-dei-pm-cambia-squadra-e-attacca-il-pentagono/ Seduto al posto dei testimoni della difesa in una piccola stanza a Guantanamo, dove fino a poco tempo gli spettava il banco dei procuratori militari, l’ex capo dei pm del Pentagono ha lanciato un duro atto d’accusa contro l’amministrazione Bush. Il colonnello dell’Air Force Morris Davis ha sostenuto di essere stato sottoposto in passato a pressioni politiche per accelerare i processi ai presunti terroristi, e ad ammonimenti a non far assolvere alcuno di loro. […]

La prigione militare sull’isola di Cuba ha abituato il mondo, in oltre sei anni, a varie anomalie. Ma le udienze preliminari in corso in questi giorni in vista del processo all’ex autista di Osama bin Laden, lo yemenita Salim Hamdan, offrono qualcosa di ancora inedito. Davis, un ufficiale ancora in servizio attivo, si e’ dimesso lo scorso anno dall’incarico di capo dei procuratori che preparano i processi a Guantanamo, affermando di non sentirsi libero di agire secondo coscienza. Adesso e’ tornato nella base, sempre in divisa, ma nei panni di testimone della difesa per Hamdan, un presunto esponente di Al Qaida che il mese prossimo potrebbe diventare il primo, tra i 275 detenuti ancora presenti nella prigione, a comparire di fronte alle ‘commissioni militari’, i tribunali speciali creati dal Pentagono anni fa e ancora mai entrati in azione.

Davis ha ribadito di non aver cambiato idea su Hamdan e sul suo ruolo in Al Qaida: ‘’Non ho mai avuto alcun dubbio sulla sua colpevolezza'’, ha spiegato il colonnello, seduto a poca distanza dall’imputato nella piccola saletta delle udienze preliminari di Guantanamo. Ma Davis ritiene che ci sia bisogno di garantire la correttezza del processo per tutti e ha raccontato una serie di episodi che, a suo dire, dimostrano che il Pentagono non e’ un giudice corretto.

Nel 2006, per esempio, poco prima delle elezioni per il rinnovo del Congresso, il colonnello avrebbe ricevuto la richiesta di incriminare in fretta alcuni detenuti, perche’ il passo ‘’avrebbe avuto un valore politico strategico'’. L’ordine arrivava dai capi del Pentagono, incluso il sottosegretario alla Difesa Gordon England.

Il responsabile al ministero della Difesa per l’organizzazione dei processi, William Haynes, secondo Davis a sua volta sarebbe intervenuto spesso e pesantemente sul lavoro del colonnello e dei suoi colleghi. ‘’Mi diceva: ‘Non possiamo avere proscioglimenti o assoluzioni”’, ha raccontato Davis. ‘’Mi ha ripetuto: ‘Teniamo in cella questi tizi da anni, come potremmo spiegare un’ assoluzione? Dobbiamo avere tutte condanne”’. Haynes ha annunciato le proprie dimissioni dal Pentagono a febbraio, dopo che le accuse del colonnello erano cominciate a girare sui giornali.

Davis ha puntato l’indice anche sul generale dell’Air Force Thomas Hartmann, un suo diretto superiore e il militare piu’ alto in grado nel sistema giudiziario del Pentagono. Sarebbe stato lui a far pressione sui procuratori per portere in aula prove ottenute con metodi coercitivi o possibili torture, come il ‘waterboarding’, una forma di affogamento simulato.

Le accuse del colonnello arrivano in un momento chiave dell’ iter giudiziario di Guantanamo. Il Pentagono spera il mese prossimo di riuscire finalmente a cominciare i processi, ma e’ imminente l’arrivo di una sentenza della Corte Suprema sulla legittimita’ costituzionale della procedura, che potrebbe imporre di nuovo uno stop a tutto. A quel punto, con ogni probabilita’ la sorte di Guantanamo resterebbe paralizzata fino all’elezione di un nuovo presidente americano. E tutti e tre i candidati in corsa per la Casa Bianca, John McCain, Hillary Clinton e Barack Obama, hanno promesso di chiudere la prigione militare.

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/30/guantanamo-lex-capo-dei-pm-cambia-squadra-e-attacca-il-pentagono/feed/
Obama, stufo di Hillary e inguaiato dal suo reverendo strambo http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/29/obama-stufo-di-hillary-e-inguaiato-dal-suo-reverendo-strambo/ http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/29/obama-stufo-di-hillary-e-inguaiato-dal-suo-reverendo-strambo/#comments Tue, 29 Apr 2008 12:14:07 +0000 spiritofamerica Taccuino http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/29/obama-stufo-di-hillary-e-inguaiato-dal-suo-reverendo-strambo/ Barack Obama e’ annoiato, vorrebbe archiviare il ‘dossier Hillary’ e lanciarsi all’assalto del repubblicano John McCain. Cosi’ sostengono le indiscrezioni dallo staff del candidato alla nomination dei democratici per la Casa Bianca. Ma quello di Obama appare ancora un sogno: tra le sparate pubbliche dello scomodo amico reverendo Jeremiah Wright e le accuse di elitismo che lo perseguitano, la sua campagna e’ in uno dei momenti piu’ delicati degli ultimi mesi. […]  

E’ stato il New York Times a riportare le voci dei collaboratori che descrivono Obama stufo della lunga lotta contro la senatrice Hillary Clinton. E non pare essere il solo, viste le continue esortazioni del presidente del Partito democratico, Howard Dean, a chiudere la partita entro giugno.

Dopo la sconfitta del 22 aprile nelle primarie in Pennsylvania e in vista del voto in Indiana e North Carolina del 6 maggio, gli strateghi del senatore cercano di aiutarlo a ‘rinfrescare’ il messaggio. La Clinton e’ riuscita nelle ultime settimane a dipingere Obama come uno snob, un intellettuale distaccato dai problemi della gente comune. McCain ha raccolto lo spunto degli attacchi clintoniani e a sua volta da giorni ritrae Obama come un’anomalia nel panorama americano.

Un’immagine contro la quale il senatore ha ora lanciato un ‘restyling’, mettendo da parte i grandi eventi pubblici che caratterizzano la sua campagna e lanciandosi in una miriade di piccoli incontri faccia a faccia con la gente nell’Indiana rurale. In maniche di camicia arrotolate, o in calzoncini corti sul parquet del basket nelle palestre delle scuole, Obama gira lo stato ‘’bussando a piu’ porte e lavorando piu’ duro che in passato - ha spiegato lui stesso alla Fox - perche’ la gente mi conosce meno di quanto conosce lei'’.

Ma mentre il senatore nero cerca di connettersi con l’elettorato bianco e della classe medio-bassa del Midwest - con il quale appare in difficolta’ - il pastore della chiesa afroamericana di Chicago che Obama ha frequentato per 20 anni continua a creargli guai. Il reverendo Wright e’ stato protagonista di un vero e proprio show di fronte alla stampa internazionale al National Press Club di Washington, in un confronto con i giornalisti che si e’ trasformato in un sermone, accompagnato dalle grida di incitamento di una folla di suoi seguaci arrivati per l’occasione.

Obama e’ stato costretto negli ultimi tempi a prendere le distanze dalle parole di Wright, senza rinnegare l’amicizia per il pastore, dopo che i media hanno proposto vari sermoni del passato nei quali accusava tra l’altro gli Usa di essersi andati a cercare l’11 settembre con la loro politica estera. ‘’Non puoi comportanti da terrorista con gli altri - ha ribadito oggi Wright - e non aspettarti che questo ti si ritorca contro. E a chi mi accusa di non essere un patriota, replico: Io ho servito sei anni nelle forze armate, quanti anni ha servito Cheney?'’.

A complicare la vita del senatore e’ il fatto che il pastore della Trinity United Church of Christ di Chicago propone una visione a forti tinte razziale dei rapporti sociali in America, mentre Obama sta cercando di sostenere che la questione razziale non e’ al centro di questa campagna elettorale.

‘’Gli attacchi a me sono attacchi alla chiesa dei neri in questo paese'’, ha tuonato Wright, aggiungendo di augurarsi che questo serva a rendere ‘’mano invisibile la chiesa degli afro-americani, che e’ malintesa dalla cultura dominante americana'’. Il pastore si e’ lanciato su molteplici terreni minati, evitando per esempio di ritrattare la sua teoria che il virus dell’Aids sia stato creato dal governo americano per uccidere i neri: ‘’Visto cio’ che e’ accaduto agli africani in questo paese, credo che il nostro governo sia capace di tutto'’.

Gli elogi di Wright alla Teoria della liberazione dei neri di James Cone e le lodi all’attivista nero musulmano Louis Farrakhan, con ogni probabilita’ daranno altre munizioni ai repubblicani (e alla Clinton) per continuare a sostenere che Obama, come il suo pastore, e’ un’anomalia per l’americano medio.

]]>
http://marcobardazzi.com/blog7/2008/04/29/obama-stufo-di-hillary-e-inguaiato-dal-suo-reverendo-strambo/feed/