"America is a land of wonders" - Alexis de Tocqueville

Franklin Delano Obama o John Fitzgerald Obama?

L’America è al centro della peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione, rischia la deflazione e Barack Obama comincia a presentare ricette che ricordano il New Deal degli anni ‘30. Nei prossimi due anni, e’ la promessa, un vasto programma di opere pubbliche e interventi nel settore dell’energia alternativa creerà due milioni e mezzo di posti di lavoro. Ma se sull’economia Obama si cala nei panni di Franklin D.Roosevelt, la squadra di governo sembra ispirarsi al centrismo di John F.Kennedy. [SEGUE SU ANSA.IT…]

QUI LA MIA VIDEOSTORIA IN UN MINUTO

Il presidente di Internet

Obama sta inaugurando la prima vera presidenza della Rete. Il suo sito della transizione, www.change.gov, e’ un vero e proprio social network come lo e’ stato il sito della campagna elettorale. Per esempio: il presidente eletto esce dall’ufficio di Chicago per andare a farsi un panino da Manny’s (un’istituzione in citta’), e su Change.gov spunta subito la serie di foto pubblicata su Flickr con lo stemma presidenziale.

Quanto sia stata internettiana la campagna elettorale di Obama, lo si comincia a capire pienamente solo ora che escono i numeri. Ne ho scritto per l’ANSA in questi giorni:

(ANSA) - WASHINGTON, 21 NOV - Mezzo miliardo di dollari raccolti online, una banca dati di 13 milioni di indirizzi di posta elettronica bombardati in 21 mesi con oltre un miliardo di messaggi email, ai quali sono andati ad aggiungersi milioni di sms e scambi sui vari ’social networks’. Sono alcune delle cifre che raccontano i segreti della campagna elettorale online di Barack Obama, svelati per la prima volta dai membri di ‘Triple O’ (Obama Online Operation), come era battezzata la squadra di guru digitali del presidente eletto degli Usa. […] Read more

Obama, ecco il mio New Deal

Barack Obama, presidente eletto degli Stati Uniti, ha promesso agli americani la creazione di 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro entro il gennaio 2011, per effetto di un piano di ripresa dell’economia al quale si mettera’ al lavoro il team economico di cui faranno parte alcuni ministri che si appresta ad annunciare. Nel proprio secondo messaggio del sabato alla Nazione, diffuso anche in un video formato YouTube sul sito della transizione (www.change.gov), Obama ha descritto le difficolta’ economiche del paese, sottolineando che alla perdite dei posti di lavoro e al crollo del mercato immobiliare si aggiunge ora anche ”il rischio di cadere in una spirale deflazionistica che potrebbe aumentare ulteriormente il nostro massiccio debito”. […] Read more

News

Pare che il titolare di Spirit of America presto debba lasciare l’America

La Cia: Il mondo nel 2025 sara’ meno americano

Il sistema internazionale nato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e ridisegnato dopo l’epilogo della Guerra Fredda, va incontro a un’altra rivoluzione nel prossimo ventennio. La Cia e le altre agenzie d’intelligence statunitensi prevedono che l’America perdera’ influenza politica ed economica (la crisi attuale di Wall Street sarebbe un primo segnale), e immaginano crisi e guerre legate alla fame di risorse, in primo luogo energetiche, alimentari e idriche. Quello in arrivo e’ ”un sistema globale multipolare”.
Lo scenario e’ quello che emerge dal rapporto ‘Global Trends 2025′, con il quale il National Intelligence Council, il centro studi che raccoglie i migliori cervelli dell’intelligence americana, sposta avanti di altri cinque anni le proprie visioni per il futuro. Presentato stasera a Washington, il rapporto di 120 pagine aggiorna quello con cui nel 2004 erano state indicate dalla Cia le tendenze globali fino al 2020. […] Read more

Al Qaida, Obama e Malcolm X

Barack Obama è un “servo negro” che ha tradito le proprie radici afroamericane e islamiche per schierarsi con Israele, uno zio Tom che inganna i neri per servire i bianchi, e con lui l’America non cambia: resta un nemico “criminale” da attaccare. E’ il velenoso affondo di Al Qaida contro il presidente eletto degli Stati Uniti, affidato al numero due dell’organizzazione terrorista, l’egiziano Ayman al Zawahri. (QUI IL MIO VIDEORACCONTO ANSA) […] Read more

consigli per gli acquisti

Molti tra coloro che frequentano queste pagine conoscono Riro Maniscalco. Per loro, ancor di piu’ per chi non lo conosce, e soprattutto per chi ama l’America e vuol scoprirla fin negli angoli meno noti, consiglio Mi Mancano Solo le Hawaii , gli appunti di viaggio di un pesarese trapiantato negli USA. (Qui una recensione del libro)

Dalla prefazione dell’autore:
Ho sognato a occhi aperti la Nba, i grattacieli di New York, Central Park, il Grand Canyon, la Mesa Verde, la Monument Valley, lo Yellowstone, il Mississippi River, le praterie, i bisonti, gli oceani con le foche e le balene, i ghiacci dell’Alaska, le paludi del sud, gli alligatori, le piantagioni di cotone, i cactus, i rodei, il deserto e persino i “tumbleweeds” (quei cespugli che rotolano sempre, portati dal vento quando qualcosa di serio sta per succedere in un film western), gli indiani e la musica nera.
A cinquantatré anni posso dire di averle viste tutte queste cose. E molto di più.
Sì, perché in un modo o in un altro in America sono stato dappertutto.
Mi mancano solo le Hawaii.

Il sito web Blues and Mercy, e’ il necessario companion del libro.

e ora arrivano i guai…

Non è ancora presidente e già deve far fronte a malumori, richieste e accenni di rivolta in casa. La luna di miele tra Barack Obama e l’America è alla prova dei primi attriti: il Pentagono manda avvertimenti contro un ritiro troppo rapido dall’Iraq, una fetta di obamiani non è contenta di veder premiata l’odiata Hillary Clinton, e Detroit mendica soldi per l’industria dell’auto. Non bastasse, anche la sua Chicago mugugna, per i disagi creati dalle misure di sicurezza per il presidente eletto. […] Read more

Ex nemici

Per mesi si sono attaccati a distanza da ogni angolo dell’America. Per tre volte si sono confrontati in nervosi dibattiti televisivi, raramente guardandosi negli occhi. Ma due settimane dopo l’Election Day, e’ gia’ tutta acqua passata: sorridenti uno a fianco all’altro, il presidente eletto Barack Obama e il suo ex rivale John McCain si sono incontrati a Chicago per un dialogo su come ”rimettere le cose a posto nel paese” e per lanciare ”una nuova era di riforme” che cambi il clima a Washington. […] Read more

Obama invisibile al G20, ma in video su YouTube


Ha mandato i propri sherpa a sondare il terreno e incontrare le delegazioni internazionali, ha diffuso su YouTube (e su CHANGE.GOV) un video per dirsi d’accordo sulla necessità di “una risposta globale coordinata” alla crisi economica, ma si è soprattutto tenuto alla larga. Barack Obama é stato il grande protagonista invisibile del vertice del G20 a Washington, pesando sui lavori con la propria assenza probabilmente più di quanto il presidente George W.Bush abbia potuto influenzarli con la propria presenza. [SEGUE SU ANSA.IT…]

Quanto guadagna il presidente

Barack Obama prepara i bagagli a Chicago per trasferirsi alla Casa Bianca, George W.Bush comincia a pianificare il trasloco per uscirne dopo otto anni e i media americani fanno i conti in tasca a chi entra e chi esce. Il lavoro di presidente degli Stati Uniti rende bene ed e’ accompagnato da molteplici benefits, come un Boeing 747 e un elicottero. Ma a guadagnare davvero sono gli ex presidenti.
Obama ricevera’ dal 20 gennaio prossimo, giorno del suo insediamento, uno stipendio di 400 mila dollari l’anno. Le spese personali, per esempio i vestiti per se’ e la famiglia, resteranno a suo carico, ma il governo americano mettera’ a disposizione un gran numero di altri vantaggi, compreso un budget di 100 mila dollari per spese di arredemento e decorazione della Casa Bianca e dello Studio Ovale. Il Chicago Tribune, nel dipingere il tipo di trattamento economico che attende il concittadino Obama, una volta trasferito a Washington, ha sottolineato come il presidente goda di benefits che farebbero gola al piu’ rampante manager di Wall Street. […]
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Dream Team?

L’America, almeno quella di fede democratica, per tutta l’estate ha sognato di vederli insieme nel ‘ticket’ presidenziale. E’ andata diversamente, ma il Dream Team Obama-Hillary alla fine potrebbe nascere davvero a Washington, diviso tra Casa Bianca e Foggy Bottom, la sede del Dipartimento di Stato. Un incontro A Chicago tra l’ex First Lady e il presidente eletto degli Stati Uniti ha catapultato la senatrice in vetta alla lista dei candidati a guidare la diplomazia americana. […] Read more

Un lavoro con Obama? Mostrami il diario segreto

Presentare il curriculum, qualche busta paga e lettere di raccomandazione non basta per venir presi in considerazione per lavorare nell’amministrazione Obama. La prima presidenza che comincia nel pieno dell’era dei ’social network’ pretende di conoscere assai di più: diari, libri, ogni testo scritto nell’ultimo decennio, ma anche posta elettronica, alias usati sul web, interventi sui blog e anche foto, messaggi e quant’altro pubblicati su siti come Facebook. […] Read more

“Pronto, Santita’? Sono Obama”

Telefonata tra il presidente eletto degli Stati Uniti e Benedetto XVI. Qui un mio videoracconto di un minuto su ANSA.it, e qui invece l’articolo.

Repubblicani 2012, modello Sarah o Cameron?

Da una parte i duri, convinti che il modello reaganiano sia ancora vincente e che George W. Bush e John McCain l’abbiano tradito. Dall’altra i riformisti, che vogliono modernizzare i conservatori e guardano al modello britannico di David Cameron. Due anime del partito repubblicano si danno gia’ battaglia in vista del 2012 e cercano un leader per l’era di Barack Obama, con candidati gia’ in pista: Sarah Palin, Newt Gingrich, Bobby Jindal, Mike Huckabee e Mitt Romney. […] Read more

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