Jun

21

Obama ha deciso di rinunciare ai finanziamenti pubblici nella campagna elettorale. E’ un gesto atteso, ma comunque clamoroso: nessun candidato alla Casa Bianca aveva fatto una mossa del genere dall’epoca del Watergate. Qui di seguito un mio articolo sulla vicenda, mentre QUI David Brooks spiega i due volti di Obama: il politico idealista da una parte, l’opportunista che gioca anche sporco dall’altra.

Via il freno a mano dalla macchina elettorale, via i paletti e i vincoli e avanti tutta a caccia di finanziamenti. Barack Obama ha posto le basi per la piu’ costosa corsa alla Casa Bianca nella storia, scegliendo di diventare il primo candidato dai tempi del Watergate a dire no ai finanziamenti pubblici in vista del voto di novembre. Un passo che ha innescato subito virulente reazioni da parte del rivale John McCain e dei repubblicani. […]
Con le casse piene e centinaia di migliaia di donatori pronti
a usare carte di credito e assegni per lui, Obama ha deciso di
rinunciare agli 84 milioni di dollari di soldi pubblici che gli
spettavano e ha scelto di continuare a raccogliere fondi dai
privati. Una prova di forza contro McCain, che rischia di venir
sommerso con un margine di 3-1 dalle finanze del rivale e che e’
apparso colto di sorpresa, dopo che Obama aveva promesso di
essere pronto a ‘giocare alla pari’ con i fondi pubblici (come
e’ sempre avvenuto, nelle elezioni generali, dal 1976 a oggi).
L’annuncio e’ arrivato mentre lo staff del senatore
repubblicano si apprestava ad attaccare per il terzo giorno
consecutivo Obama sul terrorismo, soprattutto dopo che ha
sostenuto che Osama bin Laden, se catturato, va regolarmente
processato: ”Bin Laden - ha detto Obama - dovrebbe essere
trattato in modo tale da far capire a tutto il mondo le azioni
omicide che ha compiuto, ma anche in modo tale da non farlo
diventare un martire”. McCain aveva cominciato la giornata
mandando i portavoce ad attaccare Obama come ”confuso e
indeciso, debole sul terrorismo, dotato di una mentalita’ da 10
settembre, non da post-11 settembre”. Ma il senatore dell’
Illinois gli ha rubato la scena e ha spostato il centro del
dibattito, annunciando la rinuncia ai finanziamenti pubblici.
”Non e’ una decisione facile”, ha detto Obama ai
sostenitori, in un video diffuso a milioni di indirizzi mail in
tutta America. ”Non l’ho presa a cuor leggero soprattutto
perche’ sono un sostenitore di un solido sistema di
finanziamento pubblico”. Ad avviso di Obama, il sistema cosi’
come e’ oggi e’ pero’ pieno di falle e il suo avversario sta
gia’ spendendo fondi raccolti dai privati. Il democratico ha
rincarato la dose sostenendo che i suoi legali non sono riusciti
a trovare un accordo con i consiglieri di McCain su come fissare
le regole per limitarsi ai fondi pubblici da ora al 4 novembre.
In casa degli avversari la mossa e’ stata presa male. ”Obama
ha rivelato di essere soltanto un politico come gli altri - ha
tuonato McCain - e ha fallito un altro test di credibilita’
presidenziale, dopo aver promesso che avrebbe usato solo fondi
pubblici. Questa decisione avra’ conseguenze straordinarie e di
lungo termine, che indeboliranno e mineranno il sistema del
finanziamento pubblico”. McCain ha anche negato con forza che i
suoi legali abbiano fatto resistenze a un accordo, rigirando
l’accusa al campo avversario.
Dietro la mossa di Obama c’e’ la realta’ di una campagna che
in un anno e mezzo ha battuto ogni record, raccogliendo 265
milioni di dollari (ma la cifra e’ aggiornata solo ad aprile) da
oltre un milione e mezzo di persone, ognuna vincolata a non
versare piu’ di 2.300 dollari per le primarie e altrettanto per
le elezioni generali. Gli 84 milioni che avrebbe ricevuto dalle
casse pubbliche sono probabilmente solo una frazione di quanto
conta di incassare per la battaglia di settembre e ottobre.
McCain ha raccolto per ora 115 milioni e ha cominciato a
lanciare spot Tv nazionali che gli costano due milioni alla
settimana (Obama ha fatto debuttare oggi il suo primo spot in
tutti gli Usa, intitolato ‘Country I Love’, il paese che amo).
Il senatore democratico ritiene che il partito repubblicano
possa aiutare finanziariamente McCain assai piu’ di quanto
quello democratico puo’ fare per lui e nell’annunciare la scelta
di rinunciare ai soldi pubblici, ha sostenuto che gruppi di
pressione repubblicani sono gia’ al lavoro per McCain. In
realta’ per ora gli unici spot Tv non pagati dai candidati sono
quelli di MoveOn.org, l’organizzazione di attivisti che appoggia
i candidati democratici.


Comments

Name (required)

Email (required)

Website

Speak your mind

Blogroll Usa-Italia

Da non perdere