"America is a land of wonders" - Alexis de Tocqueville

E intanto in Iraq…

Nonostante eventi occasionali come l’attentato suicida che ha ieri ha provocato 50 morti, il numero dei morti in Iraq continua a scendere e luglio si appresta a chiudere con un nuovo calo delle vittime civili e un bilancio record per le forze americane. Secondo il generale David Petraeus, comandante delle forze Usa nel paese, si va verso un livello di violenza ”normale”.
Ad oggi, in Iraq a luglio sono morti in operazioni di combattimento solo sei militari americani, secondo i dati di Usa Today, due in meno del maggio 2003, il mese successivo alla caduta del regime di Sadaam Hussein e fino a oggi quello con il bilancio migliore. […]
In totale, gli Usa hanno avuto durante luglio 11 perdite. Un livello che, se confermato nei prossimi giorni, segnera’ un record positivo per il Pentagono. Anche il numero dei morti civili e’ in calo, ma resta il pericolo di attacchi come quello di ieri, uno dei piu’ gravi da oltre un mese.
”Se si potessero ridurre ulteriormente questi attacchi spettacolari - ha detto Petraeus a Usa Today - penso che ci si avvicini a un livello normale di violenza latente”.
Il fatto che il numero delle vittime sia stato ”basso ormai per oltre due mesi e mezzo - per Petraeus - indica che la tendenza e’ duratura”. Il generale americano, che si appresta a lasciare l’incarico a settembre, ha pero’ messo in guardia sul fatto che i guadagni possono venir ribaltati. ”Al Qaida, anche se significativamente ridimensionata - ha detto Petraeus - puo’ sempre far indossare un giubbotto esplosivo a qualcuno e spedirlo in mezzo alla folla”.
Petraeus alla fine dell’estate dovra’ fare raccomandazioni al Pentagono e alla Casa Bianca sul proseguimento o meno della riduzione delle truppe americane in Iraq, oggi a quota 140.000. Una scelta che avra’ anche effetti importanti nel dibattito tra i candidati alla presidenza, John McCain e Barack Obama.

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