"America is a land of wonders" - Alexis de Tocqueville

Gingrich, il problema di Obama sono le sue idee

Newt Gingrich, ex speaker repubblicano e uno degli esponenti piu’ importanti del mondo conservatore americano, in questa interessante intervista italiana fa il punto sulla corsa alla Casa Bianca:

Non appena gli americani scopriranno quali sono le vere soluzioni di Obama, comprenderanno che il problema non è legato alla sua esperienza, ma alle sue idee politiche sbagliate.

L’affondo di McCain

John McCain ha lanciato il primo spot negativo nazionale contro Obama e come tema ha scelto la politica estera. Giusto in tempo per il viaggio dei prossimi giorni in Europa e Medio Oriente del senatore dell’Illinois.

I’m back

Dopo un po’ di giorni a rilento - causa vacanze in Italia - il blog riparte. E d’ora in poi niente pause fino al voto del 4 novembre…

Tanto per dare un’idea del clima elettorale americano. Scrivo queste note seduto a un tavolino di Starbucks sulla Ottava Avenue angolo Cinquantaduesima Strada a Manhattan, e ci sono due ragazzi con il laptop aperto: uno e’ sulla homepage di Barack Obama, l’altro sta leggendo un articolo sulla valanga di soldi raccolti da Obama anche a giugno.

Obama e’ senza dubbio in questo momento il favorito. Ma la corsa e’ lunga e l’America (New York a parte) e’ ‘distratta’ fino a settembre/ottobre.

Tanto per restare in tema di soldi. Nel momento stesso in cui la campagna di Obama annunciava di aver raccolto 52 milioni di dollari a giugno, il doppio di John McCain, il manager obamiano mandava ai sostenitori in tutti gli USA la mail che trovate qui di seguito, per chiedere di continuare a tenere attive le carte di credito. […] Read more

Obama e gli anni Sessanta

Un’altra interessante analisi del fenomeno Obama da parte di Daniel Henninger (qui l’articolo, sotto il relativo video-commento, dal Wall Street Journal).

L’eta’ di Reagan

The Age of Reagan Sto leggendo questo bel libro sotto l’ombrellone in Italia (un po’ di vacanza, prima dell’intensa volata finale della corsa alla Casa Bianca…)
La tesi e’ interessante e largamente condivisibile: gli ultimi 30 anni di storia americana secondo Wilentz vanno letti come un’epoca unica che dovrebbe passare alla Storia come l’eta’ di Reagan.
Il presidente degli anni Ottanta e’ una di quelle poche figure che hanno segnato un’era, come era accaduto con Thomas Jefferson, Andrew Jackson, Abraham Lincoln, Theodore Roosevelt o FDR. […] Read more

Cossiga e le eterne ‘manine’ americane

Francesco Cossiga compie 80 anni (auguri…) e festeggia, a modo suo, con una lunga intervista al Corriere sui vari misteri d’Italia. Quando gli viene chiesto se ci fossero “poteri stranieri” (cioe’ i soliti Americani cattivi) che volevano morto Moro, l’ex presidente della Repubblica si arrabbia e se la prende con la dietrologia all’italiana e con gli studiosi “scribacchini”:

Gente che, non sapendo scrivere di storia e non essendo riusciti a farsi eleggere a nessuna carica, scrivono di dietrologia.

Giustissimo. Peccato che poche righe dopo, quando gli chiedono come e’ nata Tangentopoli, si lanci nella dietrologia, affermando che dietro la caduta di Andreotti e Craxi c’erano “gli Stati Uniti e la Cia”. […] Read more

Non tutti sono innamorati di Obama

Tra i fans di Hillary Clinton, molti promettono che a novembre non andranno a votare per lui. E’ probabile che cambino idea nei prossimi mesi, ma non e’ un buon segno per il senatore dell’Illinois.

Le torture cinesi di Guantanamo

Il Pentagono ha usato a Guantanamo tecniche di interrogatorio sviluppate nella Cina comunista di Mao e usate, negli anni ‘50, per fare il lavaggio del cervello ai prigionieri di guerra americani in Corea. I metodi usati mezzo secolo fa sui piloti catturati vengono da tempo considerati dagli Usa forme di tortura, ma soprattutto lo stesso ministero della Difesa da decenni ha stabilito che chi ne e’ vittima è pronto a fare confessioni del tutto inaffidabili. [SEGUE SU ANSA.IT…]

Obama a caccia di voti evangelici

Barack Obama ha preparato un programma di finanziamenti federali alle organizzazioni religiose che e’ “alla destra” di quello di Bush. Fara’ delle faith-based initiatives un “baricentro morale” della propria amministrazione, aumentera’ i soldi pubblici per le chiese che si battono contro poverta’ e Aids e dara’ loro anche il permesso, per legge, di assumere e licenziare persone solo sulla base del loro credo religioso. L’obiettivo e’ ovviamente la caccia all’importante voto degli evangelici, ma all’interno del partito di Obama sono in molti a storcere la bocca.

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