E’ ancora pari
ANSA:
La convention dei democratici a Denver non sembra aver dato l’attesa accelerazione a Barack Obama, che e’ testa a testa con l’avversario John McCain alla vigilia dell’ apertura della convention repubblicana di St.Paul (ridimensionata dall’uragano Gustav). E’ quanto emerge da un nuovo sondaggio della Cnn, il primo eseguito dopo Denver e dopo la scelta a sorpresa, da parte di McCain, della governatrice dell’Alaska Sarah Palin come vice.
La situazione tra Obama e McCain e’ attualmente di 49-48% secondo la Cnn, che prima della convention democratica offriva uno scenario analogo (47-47%).
Stando alla rilevazione, la Palin e’ stata accolta favorevolmente dal 38% del campione e sfavorevolmente dal 21%, ma il 41% degli intervistati non hanno saputo esprimere un parere perche’ non la conoscono.
St.Paul e’ la prima vittima di Gustav
L’uragano Gustav ha fatto una vittima eccellente negli Usa prima ancora di raggiungere la costa degli Stati Uniti. La convention dei repubblicani che deve incoronare John McCain come candidato alla Casa Bianca, ha visto di fatto cancellato l’intero programma del primo giorno di lavori, mentre le giornate successive fino all’epilogo di giovedi’ sono appese al filo degli eventi nel Golfo del Messico. […] Read more
St.Paul, una convention nel caos
New Orleans è lontana, ma l’uragano Gustav sta creando uno stato d’emergenza anche a qui a St.Paul, in Minnesota. In questo caso, si tratta però di un’emergenza politica: come salvare una convention che si trova di fronte all’insolito rischio di venir spazzata via da una catastrofe naturale in arrivo dall’altra parte dell’America. […] Read more
La fede di Sarah? Una faccenda complicata
La Palin dimostra di essere un personaggio nuovo anche sul piano dell’affiliazione religiosa. E’ un tipico esempio di una cristiana che sfugge le consuete denominazioni, un mix evangelico e pentecostale che e’ sempre piu’ tipico della cosiddetta Indipendent Christianity americana.
Come spiega il sempre attento John Allen, che ha analizzato la Palin sul piano religioso:
The initial confusion surrounding Palin’s denominational identity, therefore, has a simple explanation: She doesn’t have one.
Instead, Palin appears to be part of that rapidly expanding galaxy of “post-denominational” Christianity, where elements of Evangelical and Pentecostal styles of faith and worship fuse into a myriad of unique local combinations, and where old denominational loyalties are essentially dead.
John McCain, il guerriero che si ispira a Teddy Roosevelt
Ecco qui, in 3-4 minuti di lettura, tutto quello che occorre sapere su McCain:
Teddy Roosevelt, il presidente che guido’ l’America all’inizio del XX secolo, aveva un celebre motto: “Parla pacatamente e gira con un grosso bastone”. Cento anni dopo, John McCain si propone come un Roosevelt del XXI secolo: un presidente guerriero e muscoloso, paladino di un conservatorismo piu’ ruvido di quello ‘compassionevole’ di George W. Bush. Ma anche ispirato alle battaglie del presidente cowboy e ambientalista, che apri’ il Novecento sfidando i grandi monopolisti e salvando dallo sviluppo selvaggio le foreste americane e il Grand Canyon. […] Read more
Servizio di pubblica utilita’
Di Obama ormai si sa piu’ o meno tutto, anche perche’ sui giornali europei da tempo sembra che sia il candidato unico alla Casa Bianca. Per questo - e per un po’ di overdose personale da obamamania che provo dopo un anno e mezzo che scrivo di lui per l’Ansa - almeno in questo angolino del web che si chiama Spirit of America per una settimana si parlera’ solo di McCain e dei repubblicani.
Del resto, quale occasione migliore di questi giorni per farlo? Primo, sono in viaggio per St.Paul, Minnesota, sede della convention che incoronera’ McCain, ed e’ il luogo ideale per tastare il polso al partito di Bush che sta cercando di dimenticare Bush. Secondo, i repubblicani sono diventati d’un tratto cool, con la discesa in campo di Sarah Palin, la Giovanna d’Arco dell’Alaska.
Per cominciare con questo servizio di pubblica utilita’, il prossimo post sara’ dedicato a un mio ritratto di John McCain.
Perche’ l’ha scelta (2)
In aggiunta a quanto ho scritto due post fa:
- L’ha scelta perche’ e’ l’unica tra i quattro candidati alla Casa Bianca (Obama-Biden e McCain-Palin) ad avere una qualsivoglia esperienza di governo. Gli altri tre non hanno mai guidato alcuna istituzione governativa. Lei adesso e’ l’unico governatore in corsa in un anno che sembrava dominato solo dai senatori.
- L’ha scelta perche’ ha corso per la prima volta per una carica pubblica nel 1992, quindi assai prima di Obama.
- L’ha scelta anche perche’ se adesso Obama l’attacca per mancanza di esperienza ecc ecc., rischia di spararsi sui piedi, perche’ ogni parola che dice su di lei da questo punto di vista, vale a maggior ragione per lui (e infatti ha subito fatto una retromarcia rispetto alla prima reazione del suo staff).
Qui la migliore biografia disponibile di Sarah Palin
L’ultima speranza della “silent generation”
E’ l’ultimo che ce la puo’ fare della ‘Silent Generation’, la generazione cresciuta soffocata tra gli eroi della Seconda Guerra Mondiale e gli ingombranti ‘babyboomers’, che rischia di essere la prima nella storia americana a estinguersi senza aver prodotto un presidente. I ’silent’ sperano ora in John McCain, che a 72 anni punta a diventare il leader piu’ anziano mai entrato alla Casa Bianca e ha festeggiato oggi il compleanno scegliendo una vice di 44 anni, Sarah Palin. […] Read more
Perche’ l’ha scelta
Alcuni dei motivi - in ordine sparso - per cui John McCain, a mio avviso, ha tirato fuori dal cilindro Sarah Palin:
- L’ha scelta (e questo e’ ovvio) perche’ e’ un volto nuovo, giovane, femminile, e toglie cosi’ a Obama buona parte del monopolio sulla parola ‘cambiamento’ (che fino a ora sembrava un marchio registrato della campagna democratica).
- L’ha scelta perche’ e’ una mamma ‘cool’, ha cominciato la carriera nei consigli scolastici, porta i figli a fare allenamenti e ne ha tirato su uno, il maggiore, che ora parte per l’Iraq: milioni di mamme americane, tra cui molte orfane di Hillary, possono sentirsi rappresentate da lei. [more…] Read more
McCain, wow…
Con una scelta a sorpresa e coraggiosa, John McCain ha pescato dal mazzo dei possibile vice una candidata il cui nome era circolato mesi fa, ma era poi scomparso: Sarah Palin. L’annuncio ufficiale arrivera’ tra breve, quando McCain la presentera’ al mondo in Ohio.
Dopo il flop di Hillary, una donna ha quindi di nuovo la chance di andare alla Casa Bianca. La Palin e’ un personaggio che riempira’ paginate di giornali (e togliera’ molti riflettori a Obama). Prima governatrice donna dell’Alaska, e’ una appassionata sportiva, una ex Miss, una madre di cinque figli (di cui uno affetto da sindrome Down), un tenace difensore dei valori cristiani, una che gira spesso con il fucile da caccia e ha la tessera a vita della National Rifle Association.
Ci sara’ da divertirsi…
Obama d’ora in poi
La convention di Denver e’ arrivata al capolinea e in mezzo all’Obamamania generale credo sia utile ricordare alcune cose. Il problema che Obama deve affrontare d’ora in poi non e’ il razzismo (quelli che non lo voteranno perche’ e’ nero sono una piccola minoranza). Il problema di Obama nei prossimi due mesi non e’ il dramma infinito del suo rapporto con i Clinton, che ora sembra in qualche modo risolto. […] Read more
Un uragano contro McCain
No, non e’ Obama. Questo e’ un uragano vero, si chiama Gustav, sta caricandosi dalle parti di Cuba e minaccia di piombare su New Orleans e la Louisiana all’inizio della settimana prossima. Giusto in tempo per il terzo anniversario di Katrina (una disfatta dell’amministrazione Bush che i repubblicani non hanno certo voglia di rievocare sotto elezioni) e per distogliere l’attenzione dei media e degli americani dalla convention di Minneapolis-St.Paul, che comincia lunedi’.
Madre Natura e’ per Obama?
Romney o Pawlenty?
McCain e’ pronto ad annunciare il vice. Lo fara’ venerdi’ in Ohio, per cercare di strappare subito i riflettori ai democratici all’indomani del discorso dell’incoronazione di Obama alla convention di Denver. Le voci piu’ accreditate indicano che i favoriti sono l’ex candidato presidente ed ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, e l’attuale governatore del Minnesota, lo stato che ospita la convention repubblicana, Tim Pawlenty (nella foto con McCain).
Troppo buoni
Tendo a essere d’accordo con Paul Begala e James Carville, i due strateghi-mastini che portarono Bill Clinton alla Casa Bianca negli anni Novanta. Il loro messaggio, dopo la prima giornata della convention dei Democratici a Denver, in sostanza e’ questo: “Tutto molto bello, Ted Kennedy ci ha commosso, Michelle Obama e’ stata brava, ci siamo ripetuti quanto siamo bravi e come sarebbe bello il mondo se comandassimo noi. Ma se non ci decidiamo ad attaccare McCain, Bush e i repubblicani, finisce che perdiamo un’altra volta”.
Sara’ cinico, pero’ e’ un ragionamento che suona fondato.
Obama travolto dal buonismo?
pari
Sondaggio CNN: 47-47
Gallup: 45-45
Media dei sondaggi nazionali, tenuta da Real Clear Politics (il mio sito preferito per seguire le elezioni): Obama +1,6, cioe’ statisticamente niente.
Comincia la convention di Denver e l’America, dopo tanti discorsi su novita’, cambiamento, carisma, “basta con Bush”, ecc. ecc., e’ divisa nettamente in due ne’ piu’ ne’ meno che nel 2000 e nel 2004. Adesso Obama guadagnera’ in pochi giorni un buon vantaggio grazie alla copertura mediatica, poi McCain fara’ altrettanto la settimana prossima con la sua convention.
Risultato: prepariamoci a due mesi di testa a testa avvincente…