"America is a land of wonders" - Alexis de Tocqueville

Il nuovo volto del South

La linea Mason Dixon, storico e simbolico punto di demarcazione tra il Nord e il Sud degli Stati Uniti, sta scomparendo dalla politica americana. Gli spostamenti demografici degli ultimi anni e i cambi d’umore dell’America stanno mandando segnali di una svolta in arrivo nell’Election Day del 4 novembre: trascinati dal loro primo candidato nero a un passo dalla Casa Bianca, i democratici sono pronti a tornare a far breccia negli Stati del Sud. [SEGUE SU ANSA.IT…]

Peggy chiude la corsa

La Noonan traccia l’affresco finale sulla lunga campagna elettorale, sostanzialmente dichiarando aperta l’era di Obama.

Something new is happening in America. It is the imminent arrival of a new liberal moment. History happens, it makes its turns, you hold on for dear life. Life moves.
A fitting end for a harem-scarem, rock-’em-sock-’em shakeup of a year — one of tumbling inevitabilities, torn coalitions, striking new personalities.
Eras end, and begin. “God is in charge of history.” And so my beautiful election ends.

L’America che ha gia’ votato pende verso Obama

Il 44mo presidente degli Stati Uniti sta prendendo forma in macchine elettroniche piazzate vicino alle slot-machines di Las Vegas e in più tradizionali cabine elettorali che compaiono, come miraggi, al termine di ore di coda in Florida. L’America sta votando in massa nei 32 stati che permettono di pronunciarsi in anticipo rispetto al 4 novembre e le analisi sull’affluenza sembrano indicare che la maggioranza di coloro che hanno fretta di pronunciarsi, pendono verso Barack Obama.
Oltre 17 milioni di americani risultano aver già votato, secondo le statistiche del professor Michael McDonald della George Mason University, uno degli esperti più ricercati del momento: la sua specializzazione sul voto anticipato ne fa un raro interprete dell’andamento delle elezioni nella fase che precede l’Election Day vero e proprio. McDonald, come molti altri analisti, prevede che quest’anno un terzo dei voti saranno anticipati (nei seggi o per posta), in crescita rispetto al 22,5% del 2004. […] Read more

Wall Street ha riempito Obama di soldi

La campagna elettorale più costosa della storia si avvia all’epilogo. Tirate le somme dopo l’Election Day del 4 novembre, secondo le stime il conto finale per l’elezione del presidente degli Stati Uniti, di 35 senatori e di tutti i 435 deputati della Camera sarà di 5,3 miliardi di dollari, di cui 2,4 miliardi solo per la corsa alla Casa Bianca. […] Read more

Battaglia in Florida e in TV

Bill Clinton per la prima volta sul palco con Barack Obama, ‘Joe l’idraulicò che debutta in scena e abbraccia Sarah Palin in Ohio, mentre John McCain alza il tono delle accuse all’avversario di avere amicizie pericolose. Il grande circo della volata finale per la Casa Bianca si riempie di personaggi e di un pizzico di caos, mentre gli americani seguono l’Obama-show per mezz’ora in Tv e Chicago si prepara ad essere invasa da un milione di persone, in festa per il possibile primo presidente nero della storia Usa. […] Read more

Il punto sulle elezioni

Una mia intervista a il Paroliere. E molte altre interviste interessanti ai colleghi italiani in America, qui.

Lo stato della corsa alla Casa Bianca

Ecco il punto sui sondaggi nazionali, da Pollster.com. Un’eccezionale mappa interattiva: passare con il cursore sui puntini per vedere i vari sondaggi.

I bizzarri aspiranti killer di Obama

Daniel aveva due vite: taciturno e tranquillo a scuola, sul web si trasformava in un adoratore di Hitler ispirato dalle tesi delle teste rasate ariane della ‘Supreme White Alliance’. Paul era considerato un ragazzo problematico, ma nessuno nel paesino sulle rive del Mississippi dove vive immaginava che sognasse di morire con Daniel, vestiti in smoking bianco e tuba, dopo aver assassinato il primo candidato nero a un passo dalla Casa Bianca. […] Read more

Obama gia’ chiude la lunga marcia

Ciò che l’America ha perso in otto anni di presidenza di George W.Bush “é il senso di uno scopo comune e più elevato”, ed è l’ora di metter fine “a un’era di profonda irresponsabilità”. Barack Obama vola alto nel presentare agli americani un’arringa finale che riassume 21 mesi di una campagna elettorale che, comunque vada a finire, passerà alla storia. E per chiudere la partita torna ai temi con cui aveva lanciato la sfida all’inizio del 2007. [SEGUE SU ANSA.IT…]

I repubblicani gia’ processano McCain (e Sarah)

John McCain non è mai stato popolare all’interno del suo partito, per le posizioni da bastian contrario che ha assunto negli anni. Ma ora che la sua sfida presidenziale sembra avviata verso una batosta elettorale che rischia di trascinare a fondo anche deputati e senatori repubblicani, scatta il processo interno. E mentre McCain si difende sul banco degli imputati, Sarah Palin si sgancia: c’é chi l’accusa di comportarsi da ‘diva’ e di aver compromesso la sfida, ma lei non ci sta a fare da capro espiatorio. […] Read more

Il mare di Obama

A Denver oggi un altro record di folla, oltre 100.000 persone

Florida, e’ gia’ affluenza record

Dopo essersi arreso due volte nei giorni passati per le code troppo lunghe, Bill Jong-Ebot, un docente universitario nero della Florida, oggi e’ riuscito a votare. Alle 7 del mattino era pronto di fronte al municipio di Miramar, a nord di Miami, tre ore prima dell’apertura del seggio. ”La gente vuol far parte della Storia”, ha detto Jong-Ebot, uno degli oltre 600 mila elettori della Florida che hanno gia’ votato per la Casa Bianca. Le elezioni 2008 stanno creando un’affluenza da record, soprattutto di afroamericani, ma l’entusiasmo crea anche preoccupazioni. […] Read more

Pausa per Obama, puo’ permetterselo

John McCain in maniche di camicia in una segheria in Florida, a sventolare il vessillo di ‘Joe l’idraulicò, la sua ultima speranza. Barack Obama in giacca e cravatta tra i veterani dell’American Legion in Indiana, a ricordare con tono solenne il 25mo anniversario della strage dei Marine in Libano e cercare di scippare un altro Stato ai repubblicani. Due immagini che fotografano lo stato della corsa alla Casa Bianca, con un Obama sempre più ‘presidenziale’ e un McCain a caccia di indecisi che tenta il colpo a sorpresa sul filo del traguardo. [SEGUE SU ANSA.IT…]

In difesa di Sarah Palin

Ormai l’attaccano tutti. Soprattutto, non la prendono sul serio. E’ un errore. Il paragone puo’ sembrare azzardato - ma non lo e’: i media e i cosiddetti ‘esperti’ stanno ponendosi di fronte alla Palin con la sufficienza con cui trattavano “quell’attore fallito di Hollywood” negli anni ‘70, che poi divenne il presidente americano piu’ importante dell’ultimo mezzo secolo.
Nei prossimi anni, quando i repubblicani saranno probabilmente all’opposizione dell’amministrazione Obama, la Palin diverra’ una protagonista del mondo conservatore americano, insieme a molti altri nomi emergenti (Bobby Jindal, Mike Huckabee…). E nel 2012, alle prossime elezioni presidenziali…
Nell’attesa, invece di continuare a banalizzare la Palin o a dipingerla come un personaggio dei fumetti, propongo la lettura di quest’analisi di Daniel Henninger sul Wall Street Journal, e il video nel quale Henninger difende la sua tesi.

Obama cresce e la gente affolla i seggi

Barack Obama allunga il vantaggio nei sondaggi, parla già da presidente e prepara una notte di festa di dimensioni oceaniche a Chicago. L’America intanto affolla i seggi che permettono il voto anticipato, con code di un’ora e un’alta affluenza di neri che crea le condizioni per battere i record del passato. Ma a meno di due settimane dall’Election Day, il candidato democratico alla Casa Bianca continua a esortare i suoi alla prudenza, forse anche per le contraddizioni che mostrano alcune rilevazioni. […] Read more

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