Marco Bardazzi Rotating Header Image

Dream Team?

L’America, almeno quella di fede democratica, per tutta l’estate ha sognato di vederli insieme nel ‘ticket’ presidenziale. E’ andata diversamente, ma il Dream Team Obama-Hillary alla fine potrebbe nascere davvero a Washington, diviso tra Casa Bianca e Foggy Bottom, la sede del Dipartimento di Stato. Un incontro A Chicago tra l’ex First Lady e il presidente eletto degli Stati Uniti ha catapultato la senatrice in vetta alla lista dei candidati a guidare la diplomazia americana. [...]

Sono state alcune fonti anonime dello staff di Obama, giovedì sera, a far girare il nome della Clinton come possibile successore di Condoleezza Rice, proprio nelle ore in cui l’ex avversaria di Obama per la nomination dei democratici era a Chicago a incontrare in segreto (o quasi) il successore di George W.Bush e il futuro capo dello staff presidenziale Rahm Emanuel. Nessuna conferma è arrivata dal presidente eletto o dalla senatrice riguardo i contenuti del colloquio.

Ma l’ipotesi che Hillary divenga il volto dell’amministrazione Obama nel mondo, circolata peraltro alla vigilia dell’apertura del vertice del G20 a Washington, ha innescato di nuovo la frenesia mediatica che in estate aveva accompagnato le voci di una scelta della Clinton come vice di Obama (che non si è poi concretizzata: le è stato preferito Joe Biden).

La senatrice ha eluso con ironia le domande, comparendo a un evento pubblico ad Albany, la capitale dello Stato di New York, dedicato al tema dei trasporti. “Sono molto felice che ci sia così tanta attenzione sui trasporti…”, ha scherzato la Clinton con i giornalisti. “Nel caso invece che siate qui per qualche altra ragione, dico solo che non farò speculazioni né intendo affrontare alcun discorso sull’amministrazione del presidente eletto”.

La Clinton è salita al primo posto in una lista, quella dei candidati alla successione di Condoleezza Rice, che è ricca di nomi importanti. Prima che spuntasse l’ipotesi dell’ex First Lady, le chance maggiori venivano assegnate all’ex candidato presidente John Kerry, al governatore del New Mexico Bill Richardson (che da ispanico gode dell’appoggio dell’influente comunità dei ‘latinos’) e all’ex ambasciatore all’Onu Richard Holbrooke. Il ritorno in scena di Hillary aggiunge un ulteriore tocco a un trend in corso nella preparazione dell’amministrazione Obama: la ricostituzione del gruppo dei clintoniani a Washington.

Secondo calcoli della rivista The Politico, tra membri dello staff della transizione e nomine vere e proprie, fino a ora il presidente eletto ha affidato incarichi a 47 persone, di cui 31 risultano aver avuto legami con l’amministrazione Clinton negli anni Novanta.

Una realtà che gli stessi capi di Stato e di governo a Washington per il G20 possono toccare con mano questo fine settimana: Obama resterà a Chicago, lontano dalla capitale, ma a rappresentarlo ci sarà l’ex segretario di Stato Madeleine Albright, uno dei personaggi-chiave dell’era Clinton.

Hillary a parte, nella Chicago ormai salita al rango di vice capitale d’America Obama lavora a pieno ritmo a mettere insieme la squadra, restando lontano dai riflettori almeno fino a domenica, quando la Cbs trasmetterà la prima intervista a lui e alla moglie Michelle dopo l’elezione. Nel toto nomine sale il nome di Jon Corzine, governatore del New Jersey, tra i candidati a uno dei posti più importanti e attesi nell’amministrazione, quello di ministro del Tesoro.

Un qualche ruolo a sorpresa – ma difficilmente di governo – potrebbe toccare oltre alla Clinton a un altro ex avversario elettorale di Obama, il senatore repubblicano John McCain. Il presidente eletto lo ha invitato lunedì a Chicago, per parlare – ha detto una portavoce – della loro “convinzione condivisa che gli americani meritano un governo più efficace ed efficiente”. Obama e McCain, anticipa lo staff del futuro presidente, “discuteranno come lavorare insieme per far avverare questo obiettivo”.

3 Comments

  1. Niccolò Valmori says:

    Aldilà di difficili possibili incarichi affidati a McCain, ch epossibilità c’è per un repubblicano di entrare nella futura amministrazione Obama? E se questa possibilità in che posizione potrebbe collocarsi? Se 31 su 47 nomine del futuro presidente sono persone legate ai Clinton…Where is the change?
    Certo Obama fa bene a circondarsi di persone competenti e che abbiano conoscenze amministrative dirette ma allora dove innova? Vorrei sapere cosa ne pensi.

  2. Niccolo’, penso che vedremo qualche repubblicano nell’amministrazione Obama. I nomi che girano di piu’ sono quelli di Chuck Hagel e Richard Lugar (oltre a Colin Powell), e Obama con ogni probabilita’ manterra’ al Pentagono l’attuale ministro Robert Gates. C’e’ bisogno, in questo momento, di mandare segnali di apertura bipartisan e Obama ha fatto promesse in questo senso.

    Quanto ai clintoniani, concordo: non sono proprio la dimostrazione del “change” promesso da Obama. Ma dopo la retorica elettorale e’ l’ora della dura realta’: la gente con una certa esperienza e di fede democratica, bene o male, e’ cresciuta tutta negli anni di Clinton. E Obama dovra’ per forza pescare molto da quelle parti.
    MB

  3. Alessandro La Rosa says:

    Ciao Marco, a proposito del “ticket” Obama-Clinton. Credo che a Barack convenga avere Hilary alla Segreteria di Stato tenedola il più possibile lontana dalla politica nazionale. Seppure sia diventato il 44° presidente degli Usa battendo alla grande la Clinton alle primarie dei Democratici, Obama potrebbe temere qualche zampata vincente all’interno del Democratic Party -non condivisa magari da Obama stesso-, della Sentarice che pare-almeno qui in Italia le notizie sono tali- voglia restare in Senato e correre per le prossime Elezioni del 2012. E poi proprio perchè 31 di quella che sarà la squadra di governo sono di osservanza clintoniana a maggior ragione Hilary è preferibile ad un ruolo di primo piano “internazionale”. Un grande saluto ciao a presto

Leave a Reply