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Il presidente di Internet

Obama sta inaugurando la prima vera presidenza della Rete. Il suo sito della transizione, www.change.gov, e’ un vero e proprio social network come lo e’ stato il sito della campagna elettorale. Per esempio: il presidente eletto esce dall’ufficio di Chicago per andare a farsi un panino da Manny’s (un’istituzione in citta’), e su Change.gov spunta subito la serie di foto pubblicata su Flickr con lo stemma presidenziale.

Quanto sia stata internettiana la campagna elettorale di Obama, lo si comincia a capire pienamente solo ora che escono i numeri. Ne ho scritto per l’ANSA in questi giorni:

(ANSA) – WASHINGTON, 21 NOV – Mezzo miliardo di dollari raccolti online, una banca dati di 13 milioni di indirizzi di posta elettronica bombardati in 21 mesi con oltre un miliardo di messaggi email, ai quali sono andati ad aggiungersi milioni di sms e scambi sui vari ’social networks’. Sono alcune delle cifre che raccontano i segreti della campagna elettorale online di Barack Obama, svelati per la prima volta dai membri di ‘Triple O’ (Obama Online Operation), come era battezzata la squadra di guru digitali del presidente eletto degli Usa. [...]
”E’ stata una continua sorpresa vedere il numero delle persone che facevano donazioni online, come lo era il numero di coloro che si presentavano ai suoi comizi”, ha raccontato al Washington Post il ventisettenne Joe Rospars, il direttore della sezione ‘new media’ nella campagna di Obama. Rospars e il suo team di genietti di Internet hanno cominciato a ricostruire la storia di una campagna che fara’ epoca anche sul fronte delle modalita’ di far politica online. Le loro attivita’, peraltro, sono tutt’altro che concluse: Obama continua a utilizzare anche da presidente-eletto la rete di contatti costruito durante la campagna, adesso attraverso il sito web creato per la transizione (www.change.gov) e i video in formato YouTube con cui parla agli americani. I volontari della lunga corsa obamiana, inoltre, continuano a restare attivi e in contatto e il manager della campagna David Plouffe, in questi giorni, ha mandato loro email per chiedere di continuare a lavorare.
Il dato piu’ significativo, tra quelli resi noti dai membri di Triple O, e’ quello sulla raccolta finanziaria. Obama ha battuto tutti i record incassando in 21 mesi oltre 600 milioni di dollari di fondi elettorali. I critici del nuovo presidente hanno sostenuto che una larga fetta di soldi e’ arrivata da ‘bundlers’, gli specialisti del finanziamento alla politica che mettono insieme fondi raccolti soprattutto tra i ricchi e famosi e in grandi societa’ come Goldman Sachs. Ma i numeri forniti dallo staff di Obama indicano che ben mezzo miliardo di dollari sono arrivati da 3 milioni di donatori online, attraverso 6,5 milioni di donazioni inferiori ciascuna ai 100 dollari (il che non esclude comunque un ruolo dei ‘bundlers’ nella raccolta online). La donazione media sul web e’ stata di 80 dollari.
Dal quartier generale di Obama sono partiti, nel corso della campagna, 7.000 diversi tipi di messaggio mirati ai 13 milioni di indirizzi della banca dati e modificati secondo il destinatario. Quattro anni fa, per fare un paragone, il candidato dei democratici alla Casa Bianca John Kerry aveva 3 milioni di email nella propria banca dati.
Sulla pagina web MyBarackObama.com, il social network di Obama (o ’socnet’, come lo chiamano i suoi guru), sono stati creati 2 milioni di profili, con 400 mila messaggi pubblicati sul blog e 35.000 gruppi di volontari nati online. Negli ultimi quattro giorni della campagna, attraverso i telefoni ‘virtuali’ creati sul sito, sono state fatte tre milioni di telefonate agli elettori. La sera del discorso di accettazione della nomina di Obama a Denver, tra le 75.000 persone presenti, 30.000 hanno usato il cellulare – come chiesto dagli organizzatori – per mandare messaggi di testo ad altri elettori. (ANSA).

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