In Europa acquista spessore la Dichiarazione d’Amburgo, promossa da decine di editori tedeschi che chiedono una maggiore tutela della proprieta’ intellettuale su internet e il riconoscimento che l’accesso universale ai contenuti del web “non puo’ essere a costo zero” per gli utenti. La Dichiarazione, ora firmata anche da vari gruppi editoriali di altri paesi – in Italia l’hanno sottoscritta Carlo De Benedetti (Gruppo Espresso) e Giorgio Valerio (RCS Quotidiani) – e’ stata appena presentata alla Commissione Europea, mentre gli editori lavorano a mettere a punto nuove forme di copyright e nuovi metodi per finanziare l’informazione online.
Aumentano i segnali che indicano l’arrivo delle news a pagamento.
“The Internet is not our enemy but rather the future of journalism, if intellectual property is respected in the digital world as well,” said Mathias Döpfner, CEO of the Axel Springer AG. He explained that what the publishers want is to be able to get a share of revenue generated when their content is reused, and to be able to develop a market for paid content.
E negli USA il New York Times si prepara a tornare a far pagare per consultare parti del proprio sito web.
