Uno studio (Pdf) della Cornell University americana afferma che i siti di informazione dei media ‘tradizionali’ arrivano sulla notizia in media due ore e mezzo prima dei blog, e quest’ultimi vivono in buona parte rilanciando, commentando o esaminando news raccolte dai giornalisti. Il New York Times ha dato ampio spazio allo studio e agli algoritmi utilizzati per sostenerne le conclusioni, riassunte in questo grafico.

Ma la tecnica, presa in prestito dalla ricerca genetica, secondo il centro studi sul giornalismo di Harvard ha una serie di punti deboli, che ne metterebbero in discussione l’attendibilita’.
Confesso che gli aspetti tecnici mi lasciano un po’ confuso. Ma che siano i media tradizionali ad alimentare gran parte del flusso di notizie su cui vivono anche i blog, mi sembra un dato di fatto su cui credo siano d’accordo anche i bloggers.

studio interessante anche se l’esito mi pare scontato. piuttosto direi che la questione è un’altra: l’agenda.
faccio un esempio cretino. girando per blog (dove, che te lo dico a fare, vado in cerca di notizie che non siano fw) l’altro giorno ho trovato una segnalazione sui tizi spettacolari che mostrano il culo al tg1. ridendo come un’imbecille (l’apostrofo ci sta perché sono femmina) l’ho girato ad alcuni colleghi. nessuno lo ha ripreso, neppure fra quelli che lavorano in importanti testate. però dopo qualche giorno, dato il tam tam, è uscita un’agenzia, ed è finito sui siti “mainstream”.
esempio cretino, l’ho detto, ma l’intera procedura mi è sembrata la versione moderna dello sfigato freelance (quale io sono) che chiama la redazione per discutere una notizia e si sente rispondere: ma l’ansa non l’ha data.
il tam tam dei blogger può far sì che una notizia diventi tale nelle redazioni. passando a un esempio più serio, penso agli operai francesi asserragliati in una fabbrica francese che minacciano di farla saltare, una notizia che per deducibili quanto discutibili motivi non ha trovato grande spazio sulla stampa nostrana, anche se radio popolare ci ha aperto i gr tutto ieri. forse con un massicio tam tam le cose sarebbero andate diversamente. boh, è un’ipotesi.
[...] pubblicato in questi spazi un paio di giorni fa, consultando il blog redatto da Marco Bardazzi apprendo che c’è che mette in dubbio metodologia e conclusioni dello studio. Mi sembrava giusto [...]
[...] anche: – The News Cycle Heartbeat – Study measures the chatter of the news cycle – Amici bloggers, arriviamo prima noi (o forse no) – Tracking the online news [...]
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