L’attenzione spasmodica con cui il mondo dell’editoria online segue ogni dichiarazione di Rupert Murdoch, tradisce le ansie con cui il settore dei media vive questo momento di rivoluzione digitale. E il grande vecchio sembra quasi divertirsi a spiazzare.
La sua ultima uscita è un’intervista a SkyNews Australia nella quale promette che presto i siti del Wall Street Journal, The Times e le altre testate del gruppo saranno resi impenetrabili a Google News e altri aggregatori. “Inizieremo quando cominceremo a far pagare per le news online”, ha detto Murdoch, sostenendo che è l’ora di farla finita con “cleptomani e parassiti” che rubano i contenuti giornalistici agli altri a costo zero.
In realtà ciò che Rupert minaccia di fare suona più che altro come una provocazione, perché gli aspetti tecnici sono complessi e i vantaggi incerti. Ma c’è una chiave di lettura interessante che propone il blogger Mark Cuban: se Murdoch attacca, è perché Google sta cominciando a perdere colpi nel settore, sfidato sempre più da Twitter e Facebook come piattaforme di lancio delle notizie.
