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Il futuro del giornalismo? L’acqua in bottiglia

Un professore di marketing dell’università California State a Fullerton sostiene che il modello di business dei giornali del futuro dovrà ispirarsi a quello dell’acqua in bottiglia. I media tradizionali, argomenta Chiranjeev Kohli, dovranno riuscire a convincere i consumatori che il prodotto che propongono vale una spesa aggiuntiva, così come si è riusciti a far passare l’idea che è normale comprare imbottigliato un bene – l’acqua – che è disponibile in modo pressoché gratuito e con un flusso continuo semplicemente aprendo il rubinetto di casa. Solo pochi decenni fa, il concetto di vendere a caro prezzo acqua in bottiglia era impensabile.

Mi si perdoni l’autocitazione, ma qualcosa di simile  l’avevo scritto anch’io mesi fa. Quella che va facendosi strada è l’ipotesi di lavoro di considerare l’informazione come l’approvvigionamento idrico. Il flusso di base delle notizie sugli eventi del mondo continuerà a restare costante e sostanzialmente gratuito, come quello dell’acqua del rubinetto. Ma non è certo una minoranza quella dei consumatori pronti a fare scorte di acqua imbottigliata al supermercato per soddisfare bisogni e gusti particolari.

C’è chi la preferisce gassata, leggermente frizzante, effervescente naturale, microeffervescente, diuretica, oligominerale, o anche liscia ma proveniente da una "fonte" certa e garantita.
La sfida del momento è definire modelli di finanziamento per i media che disegnino le caratteristiche di questa "informazione con le bollicine" e i metodi per distribuirla con profitti sufficienti per tenere in piedi la catena produttiva anche nell’era di Internet.

Un esempio di giornalismo "effervescente naturale"? Il Buongiorno di Massimo Gramellini…

One Comment

  1. [...] peculiarità rende difficile oggettivamente il confronto con altri settori che si tratti di musica, acqua minerale o, appunto, ultimo in ordine di apparizione, linee di aerotrasporto. I paragoni un tanto al chilo [...]

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