Obama al traguardo, ora tocca all’America decidere
CHICAGO - E’ stata una lunghissima marcia, partita nello scetticismo generale e passata attraverso le montagne russe dello scontro con Hillary Clinton. Per Barack Obama ora è arrivato il momento di passare il testimone agli elettori e attendere. Il candidato dei democratici alla Casa Bianca ha chiuso la campagna esortando l’America a esprimersi per un cambiamento epocale, ma ha il giorno della vigilia del voto è stato segnato per lui da un lutto in famiglia. […] Read more
Quattro anni fa, oggi
Quattro anni fa, oggi, ero a Boston a raccontare una festa che non ci fu: quella per John Kerry. Era il mercoledi’ dopo l’Election Day, passammo una notte in attesa in una piazza di Boston, a tratti sotto la pioggia. Solo al mattino fu chiaro che Kerry aveva perso, e raccontai non solo la festa mancata, ma anche il caos successivo tipico dei momenti di sconfitta.
Otto anni fa, durante la notte delle elezioni, ero invece a una strana festa: in un albergo di Manhattan con il presidente Bill Clinton a festeggiare sua moglie Hillary che era appena stata eletta senatrice. L’atmosfera era strana perche’, nonostante la vittoria di Hillary, non si capiva chi avesse vinto tra Bush e Al Gore. E non lo si capi’ per oltre un mese.
A rischio di attirarmi addosso l’accusa di portare sfiga ai democratici (ci sono colleghi che ormai me l’hanno gia’ cucita addosso…), mi sembra interessante, mentre aspetto a Chicago di vedere se ci saranno i festeggiamenti per Obama, riproporre quello che raccontai nel 2004. Resto comunque convinto che quest’anno le scene di Boston si ripeteranno a Phoenix, non a Chicago. (E cosi’ non potranno dire che porto sfiga…)
(ANSA) - BOSTON, 3 NOV - Il vecchio guerriero sopravvissuto alle insidie del Mekong e caduto sulle rive del fiume Ohio guarda i fedelissimi, riuniti in un palazzo settecentesco, e con gli occhi lucidi annuncia la resa: ”Non mi sarei mai arreso se ci fosse stata speranza, ma non possiamo vincere”, e’ l’amara verita’ che John Kerry deve confessare prima di tutto a se stesso.
Sono le 14:10 (le 20:10 in Italia) di una giornata di splendido sole a Boston, dopo la pioggia di acqua e di voti repubblicani che per tutta la notte precedente si e’ abbattuta sull’aspirante presidente. La piu’ virulenta campagna elettorale americana degli ultimi decenni finisce qui. […]
Chicago trattiene il fiato e aspetta Obama
CHICAGO - Il marciapiede dove Barack e Michelle, seduti con coni gelati in mano, scambiarono il primo bacio nell’estate 1989, è un angolo di strada anonimo come lo erano i due giovani di allora (VEDI LA MIA FOTO QUI SOPRA). Lo circondano i ritmi domenicali quieti del quartiere di Hyde Park: anche gli agenti che proteggono la vicina villetta dove oggi abitano i coniugi Obama sono rilassati, in attesa di eventi. Ma basta spostarsi a nord, in un parco affacciato sul lago Michigan, per rendersi conto che non è una domenica come le altre a Chicago. La città prepara una mega festa per i due ex ragazzi di Hyde Park e trattiene il fiato, per sapere se avrà il proprio primo presidente. […]
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Il nuovo volto del South
La linea Mason Dixon, storico e simbolico punto di demarcazione tra il Nord e il Sud degli Stati Uniti, sta scomparendo dalla politica americana. Gli spostamenti demografici degli ultimi anni e i cambi d’umore dell’America stanno mandando segnali di una svolta in arrivo nell’Election Day del 4 novembre: trascinati dal loro primo candidato nero a un passo dalla Casa Bianca, i democratici sono pronti a tornare a far breccia negli Stati del Sud. [SEGUE SU ANSA.IT…]
L’America che ha gia’ votato pende verso Obama

Il 44mo presidente degli Stati Uniti sta prendendo forma in macchine elettroniche piazzate vicino alle slot-machines di Las Vegas e in più tradizionali cabine elettorali che compaiono, come miraggi, al termine di ore di coda in Florida. L’America sta votando in massa nei 32 stati che permettono di pronunciarsi in anticipo rispetto al 4 novembre e le analisi sull’affluenza sembrano indicare che la maggioranza di coloro che hanno fretta di pronunciarsi, pendono verso Barack Obama.
Oltre 17 milioni di americani risultano aver già votato, secondo le statistiche del professor Michael McDonald della George Mason University, uno degli esperti più ricercati del momento: la sua specializzazione sul voto anticipato ne fa un raro interprete dell’andamento delle elezioni nella fase che precede l’Election Day vero e proprio. McDonald, come molti altri analisti, prevede che quest’anno un terzo dei voti saranno anticipati (nei seggi o per posta), in crescita rispetto al 22,5% del 2004. […] Read more
Battaglia in Florida e in TV
Bill Clinton per la prima volta sul palco con Barack Obama, ‘Joe l’idraulicò che debutta in scena e abbraccia Sarah Palin in Ohio, mentre John McCain alza il tono delle accuse all’avversario di avere amicizie pericolose. Il grande circo della volata finale per la Casa Bianca si riempie di personaggi e di un pizzico di caos, mentre gli americani seguono l’Obama-show per mezz’ora in Tv e Chicago si prepara ad essere invasa da un milione di persone, in festa per il possibile primo presidente nero della storia Usa. […] Read more
I bizzarri aspiranti killer di Obama
Daniel aveva due vite: taciturno e tranquillo a scuola, sul web si trasformava in un adoratore di Hitler ispirato dalle tesi delle teste rasate ariane della ‘Supreme White Alliance’. Paul era considerato un ragazzo problematico, ma nessuno nel paesino sulle rive del Mississippi dove vive immaginava che sognasse di morire con Daniel, vestiti in smoking bianco e tuba, dopo aver assassinato il primo candidato nero a un passo dalla Casa Bianca. […] Read more
Obama gia’ chiude la lunga marcia
Ciò che l’America ha perso in otto anni di presidenza di George W.Bush “é il senso di uno scopo comune e più elevato”, ed è l’ora di metter fine “a un’era di profonda irresponsabilità”. Barack Obama vola alto nel presentare agli americani un’arringa finale che riassume 21 mesi di una campagna elettorale che, comunque vada a finire, passerà alla storia. E per chiudere la partita torna ai temi con cui aveva lanciato la sfida all’inizio del 2007. [SEGUE SU ANSA.IT…]
I repubblicani gia’ processano McCain (e Sarah)
John McCain non è mai stato popolare all’interno del suo partito, per le posizioni da bastian contrario che ha assunto negli anni. Ma ora che la sua sfida presidenziale sembra avviata verso una batosta elettorale che rischia di trascinare a fondo anche deputati e senatori repubblicani, scatta il processo interno. E mentre McCain si difende sul banco degli imputati, Sarah Palin si sgancia: c’é chi l’accusa di comportarsi da ‘diva’ e di aver compromesso la sfida, ma lei non ci sta a fare da capro espiatorio. […] Read more
Florida, e’ gia’ affluenza record
Dopo essersi arreso due volte nei giorni passati per le code troppo lunghe, Bill Jong-Ebot, un docente universitario nero della Florida, oggi e’ riuscito a votare. Alle 7 del mattino era pronto di fronte al municipio di Miramar, a nord di Miami, tre ore prima dell’apertura del seggio. ”La gente vuol far parte della Storia”, ha detto Jong-Ebot, uno degli oltre 600 mila elettori della Florida che hanno gia’ votato per la Casa Bianca. Le elezioni 2008 stanno creando un’affluenza da record, soprattutto di afroamericani, ma l’entusiasmo crea anche preoccupazioni. […] Read more
Pausa per Obama, puo’ permetterselo
John McCain in maniche di camicia in una segheria in Florida, a sventolare il vessillo di ‘Joe l’idraulicò, la sua ultima speranza. Barack Obama in giacca e cravatta tra i veterani dell’American Legion in Indiana, a ricordare con tono solenne il 25mo anniversario della strage dei Marine in Libano e cercare di scippare un altro Stato ai repubblicani. Due immagini che fotografano lo stato della corsa alla Casa Bianca, con un Obama sempre più ‘presidenziale’ e un McCain a caccia di indecisi che tenta il colpo a sorpresa sul filo del traguardo. [SEGUE SU ANSA.IT…]
Obama cresce e la gente affolla i seggi
Barack Obama allunga il vantaggio nei sondaggi, parla già da presidente e prepara una notte di festa di dimensioni oceaniche a Chicago. L’America intanto affolla i seggi che permettono il voto anticipato, con code di un’ora e un’alta affluenza di neri che crea le condizioni per battere i record del passato. Ma a meno di due settimane dall’Election Day, il candidato democratico alla Casa Bianca continua a esortare i suoi alla prudenza, forse anche per le contraddizioni che mostrano alcune rilevazioni. […] Read more
Il terremoto non sara’ solo alla Casa Bianca
Il numero 270, la quota di ‘voti elettorali’ necessari per diventare presidente degli Stati Uniti, non è l’unica cifra che rende inquieti in questi giorni i repubblicani. Un altro numero, 60, rischia di diventare uno shock il 4 novembre per il partito di George W.Bush: è la pattuglia di democratici che potrebbe prendere il controllo del Senato con una maggioranza a prova di ostruzionismo. [SEGUE SU ANSA.IT…]
In Florida si vota gia’
Code ai seggi e computer inceppati: l’epilogo della corsa alla Casa Bianca è vicino quando la Florida comincia a mostrare immagini dei propri elettori in attesa sotto le palme. Lo Stato dove nel 2000 si inceppò la sfida presidenziale ha cominciato a votare, incitato da Barack Obama e Hillary Clinton, sbarcati dalle parti di Disney World per mobilitare le truppe.
Ma a due settimane dall’Election Day, ci sono anche segni di rimonta di John McCain. […] Read more
La forbice si restringe un po’
La forbice tra Barack Obama e John McCain si restringe un po’ in alcuni sondaggi nazionali, dando qualche speranza ai repubblicani che ritengono di aver trovato in Joe l’Idraulico un testimonial efficace. Ma per ora non sembra esserci traccia di una ’sorpresa di ottobre’: il dibattito dei giorni scorsi pare aver cambiato poco o niente e dalla Florida alla Virginia, vari Stati che quattro anni fa hanno incoronato George W.Bush continuano a segnalare di aver perso fiducia nel partito del presidente. […] Read more