Quanto guadagna il presidente
Barack Obama prepara i bagagli a Chicago per trasferirsi alla Casa Bianca, George W.Bush comincia a pianificare il trasloco per uscirne dopo otto anni e i media americani fanno i conti in tasca a chi entra e chi esce. Il lavoro di presidente degli Stati Uniti rende bene ed e’ accompagnato da molteplici benefits, come un Boeing 747 e un elicottero. Ma a guadagnare davvero sono gli ex presidenti.
Obama ricevera’ dal 20 gennaio prossimo, giorno del suo insediamento, uno stipendio di 400 mila dollari l’anno. Le spese personali, per esempio i vestiti per se’ e la famiglia, resteranno a suo carico, ma il governo americano mettera’ a disposizione un gran numero di altri vantaggi, compreso un budget di 100 mila dollari per spese di arredemento e decorazione della Casa Bianca e dello Studio Ovale. Il Chicago Tribune, nel dipingere il tipo di trattamento economico che attende il concittadino Obama, una volta trasferito a Washington, ha sottolineato come il presidente goda di benefits che farebbero gola al piu’ rampante manager di Wall Street. […]
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Il nuovo volto del South
La linea Mason Dixon, storico e simbolico punto di demarcazione tra il Nord e il Sud degli Stati Uniti, sta scomparendo dalla politica americana. Gli spostamenti demografici degli ultimi anni e i cambi d’umore dell’America stanno mandando segnali di una svolta in arrivo nell’Election Day del 4 novembre: trascinati dal loro primo candidato nero a un passo dalla Casa Bianca, i democratici sono pronti a tornare a far breccia negli Stati del Sud. [SEGUE SU ANSA.IT…]
Il punto sulle elezioni
Una mia intervista a il Paroliere. E molte altre interviste interessanti ai colleghi italiani in America, qui.
Il terremoto non sara’ solo alla Casa Bianca
Il numero 270, la quota di ‘voti elettorali’ necessari per diventare presidente degli Stati Uniti, non è l’unica cifra che rende inquieti in questi giorni i repubblicani. Un altro numero, 60, rischia di diventare uno shock il 4 novembre per il partito di George W.Bush: è la pattuglia di democratici che potrebbe prendere il controllo del Senato con una maggioranza a prova di ostruzionismo. [SEGUE SU ANSA.IT…]
Ancora consigli in vista della volata finale
Altri siti preziosi per prepararsi a seguire, in italiano, la volata verso l’Election Day (siamo a -42), oltre a Spirit e allo Speciale ANSA, sono il blog di Alberto Simoni e il neonato ed elegante Casabianca2008.eu della coppia di bloggers Bressan-Bosco.
Appuntamento in Missouri
In ogni elezione americana dal 1900 a oggi, con la sola eccezione del 1956, il Missouri ha sempre azzeccato il vincitore della corsa alla Casa Bianca. E’ proprio la fama di stato-barometro degli umori americani, che ha spinto Barack Obama e John McCain a far partire da qui la frenetica corsa finale alla conquista degli stati-chiave, che caratterizzerà una campagna entrata nella fase più calda.
Obama e McCain si sono trovati nello stesso stato lo stesso giorno, per la prima volta da quando sono cominciate le elezioni generali. E’ un assaggio del ‘corpo a corpo’ che porterà sempre più vicini i due sfidanti, fino a farli salire insieme sul ring dei dibattiti presidenziali di autunno. [SEGUE SU ANSA.IT…]
McCain rimonta in piena Obamamania
Le foto di prima pagina mostrano l’avversario di fronte alle folle europee e l’attenzione dei media da giorni e’ tutta per lui. Ma all’apice dell’Obamamania americana, che ora ha contagiato anche l’Europa, in sordina John McCain mostra segni di rimonta negli stati chiave del voto di novembre per la Casa Bianca. [SEGUE SU ANSA.IT…]
Chi sta vincendo, Obama o McCain?
La risposta in questa dettagliata analisi su il Sussidiario.net
Le elezioni USA giorno per giorno
Agli appassionati delle elezioni americane, ricordo di mettere nei segnalibri o nei favoriti lo Speciale ANSA sulla corsa alla Casa Bianca: www.ansa.it/election2008/
L’addio di Hillary
Una video-sintesi del discorso della resa a Washington (qui il testo integrale).