Il presidente di Internet
Obama sta inaugurando la prima vera presidenza della Rete. Il suo sito della transizione, www.change.gov, e’ un vero e proprio social network come lo e’ stato il sito della campagna elettorale. Per esempio: il presidente eletto esce dall’ufficio di Chicago per andare a farsi un panino da Manny’s (un’istituzione in citta’), e su Change.gov spunta subito la serie di foto pubblicata su Flickr con lo stemma presidenziale.
Quanto sia stata internettiana la campagna elettorale di Obama, lo si comincia a capire pienamente solo ora che escono i numeri. Ne ho scritto per l’ANSA in questi giorni:
(ANSA) - WASHINGTON, 21 NOV - Mezzo miliardo di dollari raccolti online, una banca dati di 13 milioni di indirizzi di posta elettronica bombardati in 21 mesi con oltre un miliardo di messaggi email, ai quali sono andati ad aggiungersi milioni di sms e scambi sui vari ’social networks’. Sono alcune delle cifre che raccontano i segreti della campagna elettorale online di Barack Obama, svelati per la prima volta dai membri di ‘Triple O’ (Obama Online Operation), come era battezzata la squadra di guru digitali del presidente eletto degli Usa. […] Read more
Obama, ecco il mio New Deal
Barack Obama, presidente eletto degli Stati Uniti, ha promesso agli americani la creazione di 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro entro il gennaio 2011, per effetto di un piano di ripresa dell’economia al quale si mettera’ al lavoro il team economico di cui faranno parte alcuni ministri che si appresta ad annunciare. Nel proprio secondo messaggio del sabato alla Nazione, diffuso anche in un video formato YouTube sul sito della transizione (www.change.gov), Obama ha descritto le difficolta’ economiche del paese, sottolineando che alla perdite dei posti di lavoro e al crollo del mercato immobiliare si aggiunge ora anche ”il rischio di cadere in una spirale deflazionistica che potrebbe aumentare ulteriormente il nostro massiccio debito”. […] Read more
Al Qaida, Obama e Malcolm X
Barack Obama è un “servo negro” che ha tradito le proprie radici afroamericane e islamiche per schierarsi con Israele, uno zio Tom che inganna i neri per servire i bianchi, e con lui l’America non cambia: resta un nemico “criminale” da attaccare. E’ il velenoso affondo di Al Qaida contro il presidente eletto degli Stati Uniti, affidato al numero due dell’organizzazione terrorista, l’egiziano Ayman al Zawahri. (QUI IL MIO VIDEORACCONTO ANSA) […] Read more
Ex nemici
Per mesi si sono attaccati a distanza da ogni angolo dell’America. Per tre volte si sono confrontati in nervosi dibattiti televisivi, raramente guardandosi negli occhi. Ma due settimane dopo l’Election Day, e’ gia’ tutta acqua passata: sorridenti uno a fianco all’altro, il presidente eletto Barack Obama e il suo ex rivale John McCain si sono incontrati a Chicago per un dialogo su come ”rimettere le cose a posto nel paese” e per lanciare ”una nuova era di riforme” che cambi il clima a Washington. […] Read more
Obama invisibile al G20, ma in video su YouTube
Ha mandato i propri sherpa a sondare il terreno e incontrare le delegazioni internazionali, ha diffuso su YouTube (e su CHANGE.GOV) un video per dirsi d’accordo sulla necessità di “una risposta globale coordinata” alla crisi economica, ma si è soprattutto tenuto alla larga. Barack Obama é stato il grande protagonista invisibile del vertice del G20 a Washington, pesando sui lavori con la propria assenza probabilmente più di quanto il presidente George W.Bush abbia potuto influenzarli con la propria presenza. [SEGUE SU ANSA.IT…]
Quanto guadagna il presidente
Barack Obama prepara i bagagli a Chicago per trasferirsi alla Casa Bianca, George W.Bush comincia a pianificare il trasloco per uscirne dopo otto anni e i media americani fanno i conti in tasca a chi entra e chi esce. Il lavoro di presidente degli Stati Uniti rende bene ed e’ accompagnato da molteplici benefits, come un Boeing 747 e un elicottero. Ma a guadagnare davvero sono gli ex presidenti.
Obama ricevera’ dal 20 gennaio prossimo, giorno del suo insediamento, uno stipendio di 400 mila dollari l’anno. Le spese personali, per esempio i vestiti per se’ e la famiglia, resteranno a suo carico, ma il governo americano mettera’ a disposizione un gran numero di altri vantaggi, compreso un budget di 100 mila dollari per spese di arredemento e decorazione della Casa Bianca e dello Studio Ovale. Il Chicago Tribune, nel dipingere il tipo di trattamento economico che attende il concittadino Obama, una volta trasferito a Washington, ha sottolineato come il presidente goda di benefits che farebbero gola al piu’ rampante manager di Wall Street. […]
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Un lavoro con Obama? Mostrami il diario segreto
Presentare il curriculum, qualche busta paga e lettere di raccomandazione non basta per venir presi in considerazione per lavorare nell’amministrazione Obama. La prima presidenza che comincia nel pieno dell’era dei ’social network’ pretende di conoscere assai di più: diari, libri, ogni testo scritto nell’ultimo decennio, ma anche posta elettronica, alias usati sul web, interventi sui blog e anche foto, messaggi e quant’altro pubblicati su siti come Facebook. […] Read more
“Pronto, Santita’? Sono Obama”
Telefonata tra il presidente eletto degli Stati Uniti e Benedetto XVI. Qui un mio videoracconto di un minuto su ANSA.it, e qui invece l’articolo.
La Chiesa, Barack e Joe il cattolico
Il 54% dei cattolici americani hanno votato per Barack Obama, che porta con sé alla Casa Bianca il primo vice cattolico nella storia degli Stati Uniti, Joe Biden. Ma dal Vaticano ai vescovi statunitensi, la gerarchia ecclesiastica è già allarmata dai progetti di Obama di prendere di mira, come primi atti presidenziali, decisioni di George W.Bush sull’aborto e sulle staminali embrionali.
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Team Obama, a che punto siamo
Se i precedenti sono di una qualche utilita’ in una stagione elettorale segnata dalle novita’, per cominciare a veder nascere veramente il ‘Team Obama’ occorrera’ attendere 6-7 settimane dopo il voto. E’ accaduto in passato e Barack Obama sembra avviato sulla stessa strada: nessuna nomina di rilievo e’ attesa questa settimana, ha fatto sapere il presidente eletto degli Stati Uniti. Ma la caccia ai nomi e’ piu’ intensa che mai. […]
[IN FONDO ALL’ARTICOLO, IL MIO TOTO-NOMINE] Read more
Le prime decisioni di Obama? Embrione e aborto

OK, delle elezioni ’storiche’ abbiamo detto tutto, ora cominciamo a vedere come governera’ Obama. Ecco un mio articolo domenicale per l’ANSA.
Giusto il tempo di giurare di fronte al Capitol ed entrare alla Casa Bianca, e Barack Obama il 20 gennaio tirera’ fuori la penna presidenziale. Il presidente eletto sta valutando circa 200 scelte di George W.Bush che possono venir smontate con semplici ordini esecutivi, senza passare dal Congresso, e si appresta a debuttare con una raffica di firme su provvedimenti che vanno dalla ricerca sulle staminali, al clima e all’aborto. […]
Chicago, again
Ero tornato a Washington, sono ritornato a Chicago per la prima conferenza stampa di Obama. Dell’incontro del presidente-eletto con i giornalisti e’ inutile che vi racconto, tanto ne ha parlato tutto il mondo. Invece, due parole su Chicago: che grande citta’!
Con Obama, il Millennium Park (NELLA MIA FOTO) e forse domani le Olimpiadi, sta superando il complesso di inferiorita’ che ha sempre avuto per le metropoli della costa (NY e LA in testa).
Qui di seguito, una cosa breve che ho scritto giorni fa su Chicago nell’era di Obama:
CHICAGO - Il presidente-eletto sfreccia nelle strade cittadine con la parata di auto della scorta, per andare in palestra. La Cia si installa in citta’ per poter cominciare a fornirgli i briefing quotidiani d’intelligence. Politici e strateghi locali si preparano a incarichi di primo piano nella nuova Casa Bianca. All’indomani dell’elezione di Barack Obama, Chicago si scopre d’un tratto seconda capitale d’America e ora sogna anche la ciliegina sulla torta: le Olimpiadi del 2016. […]
Obama vota, Chicago lo abbraccia
CHICAGO - Un abbraccio carico d’attesa dalla sua Chicago, in un giorno da libri di storia per Barack Obama. La citta’ fondata da un commerciante nero e arricchita dal blues emigrato dal Delta del Mississippi, ha vissuto eccitata il conto alla rovescia per scoprire se regalera’ all’America il primo presidente afroamericano. Stretta intorno a Obama, Chicago lo ha guardato votare, scherzare, giocare a basket per rilassarsi e alla fine si e’ data appuntamento in un parco cittadino, sperando di salutarlo come 44mo presidente degli Stati Uniti. […] Read more
L’attesa
Ecco come si presenta stamani Grant Park, il parco di Chicago dove nella tarda serata e’ atteso Obama:

E questa e’ la mia postazione ANSA nel centro stampa allestito per 7.000 membri dei media in mezzo al parco (visto l’ordine alfabetico, sono a fianco dei colleghi di Al Jazeera…)

Obama al traguardo, ora tocca all’America decidere
CHICAGO - E’ stata una lunghissima marcia, partita nello scetticismo generale e passata attraverso le montagne russe dello scontro con Hillary Clinton. Per Barack Obama ora è arrivato il momento di passare il testimone agli elettori e attendere. Il candidato dei democratici alla Casa Bianca ha chiuso la campagna esortando l’America a esprimersi per un cambiamento epocale, ma ha il giorno della vigilia del voto è stato segnato per lui da un lutto in famiglia. […] Read more