Repubblicani 2012, modello Sarah o Cameron?
Da una parte i duri, convinti che il modello reaganiano sia ancora vincente e che George W. Bush e John McCain l’abbiano tradito. Dall’altra i riformisti, che vogliono modernizzare i conservatori e guardano al modello britannico di David Cameron. Due anime del partito repubblicano si danno gia’ battaglia in vista del 2012 e cercano un leader per l’era di Barack Obama, con candidati gia’ in pista: Sarah Palin, Newt Gingrich, Bobby Jindal, Mike Huckabee e Mitt Romney. […] Read more
Battaglia in Florida e in TV
Bill Clinton per la prima volta sul palco con Barack Obama, ‘Joe l’idraulicò che debutta in scena e abbraccia Sarah Palin in Ohio, mentre John McCain alza il tono delle accuse all’avversario di avere amicizie pericolose. Il grande circo della volata finale per la Casa Bianca si riempie di personaggi e di un pizzico di caos, mentre gli americani seguono l’Obama-show per mezz’ora in Tv e Chicago si prepara ad essere invasa da un milione di persone, in festa per il possibile primo presidente nero della storia Usa. […] Read more
I repubblicani gia’ processano McCain (e Sarah)
John McCain non è mai stato popolare all’interno del suo partito, per le posizioni da bastian contrario che ha assunto negli anni. Ma ora che la sua sfida presidenziale sembra avviata verso una batosta elettorale che rischia di trascinare a fondo anche deputati e senatori repubblicani, scatta il processo interno. E mentre McCain si difende sul banco degli imputati, Sarah Palin si sgancia: c’é chi l’accusa di comportarsi da ‘diva’ e di aver compromesso la sfida, ma lei non ci sta a fare da capro espiatorio. […] Read more
In difesa di Sarah Palin
Ormai l’attaccano tutti. Soprattutto, non la prendono sul serio. E’ un errore. Il paragone puo’ sembrare azzardato - ma non lo e’: i media e i cosiddetti ‘esperti’ stanno ponendosi di fronte alla Palin con la sufficienza con cui trattavano “quell’attore fallito di Hollywood” negli anni ‘70, che poi divenne il presidente americano piu’ importante dell’ultimo mezzo secolo.
Nei prossimi anni, quando i repubblicani saranno probabilmente all’opposizione dell’amministrazione Obama, la Palin diverra’ una protagonista del mondo conservatore americano, insieme a molti altri nomi emergenti (Bobby Jindal, Mike Huckabee…). E nel 2012, alle prossime elezioni presidenziali…
Nell’attesa, invece di continuare a banalizzare la Palin o a dipingerla come un personaggio dei fumetti, propongo la lettura di quest’analisi di Daniel Henninger sul Wall Street Journal, e il video nel quale Henninger difende la sua tesi.
Sarah rinasce (ma Biden e Obama sono in fuga)
Del dibattito della notte scorsa occorrera’ parlare con calma. Non e’ stata una svolta, ma quantomeno per i repubblicani e’ stata l’occasione per cercare di frenare un’emorragia di consensi che, a un mese dal voto, puo’ essere fatale. Per ora, credo ci sia poco da aggiungere ai commenti di David Brooks e Peggy Noonan, come sempre i migliori anche quando scrivono di getto e a caldo. Il ‘quote’ da conservare e’ di Brooks:
It took her about 15 seconds to define her persona — the straight-talking mom from regular America — and it was immediately clear that the night would be filled with tales of soccer moms, hockey moms, Joe Sixpacks, main-streeters, “you betchas” and “darn rights.” Somewhere in heaven Norman Rockwell is smiling.
Duello alle porte del West
Un duello poco dopo il tramonto sulle rive del Mississippi, là dove comincia il West. Nessun luogo meglio di St. Louis poteva far da sfondo al faccia a faccia tra Sarah Palin e Joe Biden, il dibattito tra i candidati vicepresidenti più atteso nella storia americana. Ai piedi del Gateway Arch, il gigantesco arco che negli Usa fa da ‘porta dell’Ovest’, un esperto senatore della costa atlantica affronta il volto nuovo arrivato dalla frontiera pacifica dell’Alaska: due Americhe si confrontano in un momento delicato della corsa alla Casa Bianca. [SEGUE SU ANSA IT…]
L’azzardo di McCain
A John McCain piace giocare d’ azzardo, non solo in senso metaforico. Il New York Times, in guerra con il candidato repubblicano, ha atteso che passasse il dibattito con Barack Obama per esumare la passione del senatore per il tavolo verde e i suoi legami con i casinò gestiti dagli indiani d’America. Ma nessuna scommessa è paragonabile alla puntata fatta da McCain su Sarah Palin: i repubblicani attendono, con timori sempre più evidenti, di vedere nel dibattito di giovedì se sarà una stangata ‘alla Paul Newman’ o un flop devastante. […] Read more
Arrivano i dibattiti
Il 26 e’ il giorno del primo dei tre dibattiti presidenziali che possono cambiare l’intera corsa alla Casa Bianca (e la Storia degli Stati Uniti). Il 2 ottobre tocca all’attesissimo dibattito dei candidati vice, con la Palin contro Biden. Il New York Times svela i preparativi degli ultimi giorni e le trattative tra i candidati.
Il prudente Obama e Sarah “la pupa”
Scrive Peggy Noonan sul Wall Street Journal:
A certain normal-versus-sissy template was captured in a deadly email that is making the rounds. It offers two pictures. One is of a young Mrs. Palin in a short skirt, smiling at the camera as she leans against a big ol’ motorcycle. The other is of a thin and careful Obama on a bicycle, in a plastic safety helmet, looking like a tony suburban professional trying to lower his carbon footprint. The headline on the email: “This settles it.”
Incuriosito, sono andato a cercare le foto di questa famosa email che pare piaccia molto ai repubblicani per prendere in giro Obama come un prudente e bizzarro ciclista lontano dall’American lifestyle. Eccole:


La prima intervista della Palin
Ecco il primo faccia a faccia di Sarah con i media, un’esclusiva della ABC.
In mezzo al popolo di Sarah, l’orgoglio del rossetto
FAIRFAX (Virginia) - Sulle magliette mostrano immagini di donne indipendenti e muscolose, come l’operaia ‘Rosie’ dei quadri di Norman Rockwell, o figure femminili intente a fare il gesto dell’ombrello all’indirizzo di Barack Obama. Il rossetto e’ diventato la loro arma di lotta politica e nonostante siano ufficialmente impegnate a far campagna per John McCain, in realta’ hanno occhi e grida solo per Sarah ‘Barracuda’. Il popolo della Palin, nuova stella repubblicana, da giorni gonfia gli eventi elettorali di McCain. Le centinaia di persone che il senatore dell’Arizona era solito riunire nei proprio colloqui da salotto dei ‘town hall meeting’, sono diventate migliaia e i volti sono in gran parte femminili. A Fairfax, in Virginia, dove ha fatto tappa oggi la coppia McCain-Palin, tra le circa 8.000 persone accorse in un parco pubblico, la maggioranza erano parte del ‘popolo di Sarah’, conquistate dalla sua definizione di ”mamma dell’hockey e pitbull con il rossetto”. […] Read more
Guai per Sarah in Alaska, ma cresce la Palin-mania
Rimborsi spese per le figlie presi dalle casse pubbliche, una politica fiscale ballerina, perfino accuse sul web (false) di aver censurato i libri di Harry Potter. Su Sarah Palin, la vice con cui John McCain ha cambiato lo scenario della corsa alla Casa Bianca, si abbatte l’onda delle piccole e grandi rivelazioni in arrivo dall’Alaska. Ma la popolarità della governatrice [A SIN. la bambola che le e’ gia’ stata dedicata], e i suoi effetti sulla campagna elettorale, per ora non sembrano risentirne.
L’esercito dei media che si è accampato sotto il Circolo Polare Artico, per scavare nella carriera della Palin come sindaco della piccola Wasilla e governatrice dello stato, comincia a mettere sul mercato negli Usa le pepite di questa nuova corsa all’oro nelle terre di Jack London. Come è inevitabile per un personaggio semisconosciuto fino a pochi giorni fa, sui principali media spunta fuori un po’ di tutto, anche se in molti casi si tratta di vicende che in Alaska sono note da tempo. E altro ancora emergerà nei prossimi giorni. [SEGUE SU ANSA.IT…]
Sorpasso McCain, e la Pennsylvania torna in gioco
L’effetto era previsto, ma negli Usa ha fatto comunque rumore. Per la prima volta dalla primavera, quando ancora Barack Obama era impegnato a tener testa a Hillary Clinton nelle primarie, i grafici dei sondaggi americani mostrano in testa John McCain nella corsa alla Casa Bianca. Un balzo legato alla convention repubblicana appena conclusa e all’ entusiasmo suscitato dall’entrata in scena di Sarah Palin. La mappa che conta, quella degli stati, è ancora rassicurante per Obama, ma con qualche crepa pericolosa. [SEGUE SU ANSA.IT…]
Effetto Sarah in tinello
Per capire l’entusiasmo che la scelta della Palin ha provocato nelle famiglie dell’America evangelica e conservatrice (e non solo in quelle), questo articolo di Megham Daum, opinionista del Los Angeles Times e studiosa delle tendenze americane, e’ un buon punto di partenza.
Maverick e Barracuda on the road
Lo statista esperto, pronto a “ripulire Washington” e aperto al dialogo con gli avversari, e la sua aggressiva controparte, una vice d’assalto e di sfondamento. Dalla Convention repubblicana di St.Paul, John McCain e Sarah Palin sono ripartiti con il vento in poppa dei sondaggi e dell’entusiasmo della base conservatrice e con una missione precisa: convincere l’America in due mesi che il vero cambiamento è la coppia ‘Maverick-Barracuda’, e non Barack Obama. [SEGUE SU ANSA.IT…]